La crisi climatica rappresenta oggi una delle più grandi minacce per la salute umana. L'aumento delle ondate di calore, degli eventi meteorologici estremi, delle epidemie e dell'insicurezza alimentare sta producendo gravi conseguenze sulla salute della popolazione, in particolare delle persone più fragili.
Nel 2024 la temperatura media globale ha superato per la prima volta di 1,5 °C i livelli dell'era preindustriale e lo scorso mese di giugno è stato il più caldo mai registrato in Europa Occidentale. In assenza di interventi rapidi ed efficaci, secondo il Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente (UNEP) le attuali politiche climatiche ci conducono verso un riscaldamento globale di circa 3,1 °C entro la fine del secolo, con conseguenze potenzialmente catastrofiche per gli ecosistemi naturali e la salute dell’umanità. Di fronte a questa sfida, tutti sono chiamati a fare la propria parte, ma il settore sanitario ha una duplice responsabilità: affrontare gli effetti della crisi climatica sulla salute e, nello stesso tempo, ridurre il proprio contributo all’impatto ambientale. Il sistema sanitario è infatti responsabile di circa il 5% delle emissioni globali di gas serra, una quota superiore al doppio di quella prodotta dall'intero trasporto aereo mondiale. Contrariamente a quanto si pensa, solo poco più del 10% delle emissioni di gas serra dipende dalla gestione degli edifici sanitari. Circa il 90% è legata alle scelte cliniche e organizzative che accompagnano l’erogazione delle cure: farmaci, dispositivi medici, esami diagnostici, procedure. Per questo motivo le decisioni dei professionisti sanitari rappresentano la principale leva di cambiamento.
In questo contesto l'Ordine dei Medici di Piacenza, al termine del ciclo di incontri divulgativi "La medicina giusta. Né troppo, né troppo poco", realizzato in collaborazione con la Fondazione di Piacenza e Vigevano, l'Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri e Slow Medicine ETS, ha deciso di proseguire il percorso di informazione e sensibilizzazione pubblicando le Pillole green: una serie di brevi contributi realizzati con cadenza bimestrale dall'Ordine dei Medici di Bergamo e messi a disposizione degli Ordini professionali interessati a promuovere una maggiore consapevolezza del rapporto tra salute, cambiamenti climatici e sostenibilità ambientale. Le Pillole green traducono le migliori evidenze scientifiche e le principali raccomandazioni internazionali in indicazioni semplici e immediatamente applicabili nella pratica professionale. Ogni Pillola affronta un tema specifico con suggerimenti pratici rivolti ai diversi ambiti della medicina e alle diverse specialità: dall'uso appropriato degli esami diagnostici e delle terapie alla riduzione degli sprechi, dalla scelta di materiali e procedure a minore impatto ambientale, all'impiego della telemedicina, fino alla promozione di stili di vita salutari e sostenibili. L'idea di fondo è semplice ma fondamentale: le scelte che migliorano l'appropriatezza, la qualità e la sicurezza delle cure contribuiscono spesso a ridurre anche l'impronta climatica del sistema sanitario. In altre parole, una buona medicina è anche una medicina più sostenibile e piccoli cambiamenti nelle decisioni quotidiane dei professionisti, se adottati su larga scala, possono produrre benefici concreti per la salute delle persone e la tutela del pianeta.
Con la pubblicazione delle Pillole green (VAI ALLA SEZIONE), l'Ordine dei Medici di Piacenza conferma il proprio impegno nel promuovere una cultura professionale attenta alle sfide della crisi climatica, offrendo ai propri iscritti uno strumento agile di aggiornamento e riflessione per accompagnare la pratica clinica verso modelli di assistenza sempre più appropriati, efficaci e sostenibili.