Dopo un periodo di incidenza molto bassa, a partire dall’autunno 2023 in Italia si è osservato un marcato aumento dei casi di morbillo. E’ quanto segnala una circolare del Ministero della Salute, che riporta i dati relativi all’analisi analisi epidemiologica (anni 2024–2026) condotta sulla malattia e le raccomandazioni al fine di rafforzare il controllo e favorire il ripristino dell’interruzione della trasmissione endemica.
“I dati - si legge nel documento - evidenziano una crescita dei contagi rispetto all’anno precedente, una concentrazione in specifiche fasce d’età adulte e aree geografiche e un impatto rilevante dello stato vaccinale sull’incidenza della malattia”. Nessuna Regione/PA raggiunge la soglia raccomandata per la seconda dose di vaccino contenente morbillo - viene rimarcato nella Circolare, che sottolinea quindi una “possibile criticità nella copertura vaccinale e un conseguente rischio di aumento della circolazione del morbillo, in particolare tra i soggetti non immunizzati”. I dati segnalati nel sistema PREMAL relativi al 2026 evidenziano come la maggior parte dei casi notificati si verifichi tra i giovani adulti (15-39 anni). Nella stessa fascia di età, il 94,7% dei casi con stato vaccinale noto risulta non vaccinato. "Di particolare rilievo epidemiologico - si osserva - è la quota di casi tra gli operatori sanitari, che risultano 55 casi su 417 soggetti con professione nota (13,2%) e rappresentano il 19,2% dei casi adulti (>18 anni) con professione nota (n=287). Per 45 di questi operatori è disponibile l’informazione sullo stato vaccinale; tra essi, 40 risultano non vaccinati, pari all’88,9% del totale con stato vaccinale noto. Tale evidenza suggerisce un significativo coinvolgimento del setting sanitario nella dinamica di trasmissione”.
Alla luce del quadro epidemiologico, il Ministero della Salute raccomanda di potenziare i sistemi di sorveglianza, assicurando la segnalazione dei casi sospetti su PREMAL entro 24 ore e la raccolta tempestiva dei campioni biologici per la conferma diagnostica e la caratterizzazione virologica; promuovere campagne vaccinali mirate, con particolare attenzione ai giovani adulti non vaccinati e alle categorie ad alto rischio, rafforzando le attività di recupero per garantire il completamento della seconda dose; rafforzare gli interventi rivolti agli operatori sanitari, con verifica dello stato immunitario e offerta attiva della vaccinazione; implementare attività di comunicazione del rischio, rivolte sia agli operatori sanitari sia alla popolazione, con il coinvolgimento strutturato di medici di medicina generale e pediatri di libera scelta; implementare attività di formazione strutturata degli operatori sanitari sulle competenze comunicative in ambito vaccinale.
“I dati epidemiologici relativi alla diffusione del morbillo negli anni 2024-2025 e primi 5 mesi 2026 nelle diverse regioni italiane - evidenzia il Presidente dell’OMCeO Piacenza Augusto Pagani - confermano che dall'autunno 2023 si è osservato un marcato aumento dei casi. Quasi nessuno dei pazienti che si sono ammalati di morbillo era stato vaccinato e nella maggior parte dei casi si tratta di persone adulte (15-39 anni). Nella regione Emilia-Romagna la percentuale di coperture vaccinali all'età di 2 anni per la prima dose di vaccino contro il morbillo risulta adeguata (97,47%), mentre quella relativa alla seconda dose, effettuata a 5-6 anni, risulta essere il 91,27%, inferiore alla percentuale del 95% che è ritenuta necessaria e sufficiente per interrompere la trasmissione del virus e garantire l'immunità di gregge nelle coorti target (bambini, adolescenti e gruppi vulnerabili). Per tale motivo si raccomanda ai medici ed alla popolazione di potenziare i sistemi di sorveglianza e di promuovere la vaccinazione anti morbillo ai bambini, ai giovani adulti non vaccinati ad alle categorie ad alto rischio. Si raccomanda inoltre di rafforzare le attività di recupero per garantire il completamento della seconda dose, considerando che la quasi totalità dei soggetti che non sviluppano una risposta immunitaria a seguito della prima dose la sviluppano dopo la seconda”.