Aggressioni, minacce, violenze verbali e fisiche ai danni di operatori sanitari: nel 2025 in Emilia-Romagna sono state registrate 2.715 segnalazioni, con un incremento dell'1,2% rispetto al 2024 (2.682 casi). L’89,6% delle segnalazioni proviene dal settore pubblico, che ha visto una crescita di 97 casi in un anno, mentre le strutture private accreditate e le strutture a gestione mista hanno registrato una lieve diminuzione. Sono stati 2.877 gli operatori coinvolti.

I dati contenuti sono contenuti nel nuovo Report diffuso dalla Regione in occasione della Giornata nazionale di educazione e prevenzione contro la violenza nei confronti degli operatori sanitari e socio-sanitari, che si celebra il 12 marzo: istituita con il decreto del 27 gennaio 2022, a seguito della legge 113/2020, la Giornata mira a sensibilizzare, educare e prevenire atti di violenza fisica e verbale contro medici, infermieri e personale del settore.

Gli infermieri - spiega una nota della Regione che analizza il report - sono la categoria più colpita (59,6% dei casi totali); i medici hanno registrato l'incremento maggiore di coinvolgimento, passando dal 13,6% al 15,8% degli episodi totali; gli OSS rappresentano l'11,4%, come nel 2024, degli operatori coinvolti. Considerando il dato rispetto alla numerosità del personale dipendente, la proporzione degli operatori coinvolti per qualifica professionale risulta pari al 5,5% per gli infermieri, 4% per i medici e 2,8% per gli OSS, in modo sostanzialmente invariato rispetto all’anno precedente. Di tutte le aggressioni subite da ciascuna categoria professionale, i medici segnalano prevalentemente violenza verbale (96,7%), mentre gli OSS riportano maggiormente casi di violenza fisica (32,3%) rispetto al 28% segnalato dagli infermieri. Per quanto riguarda il genere e l’età, il 73,8% degli operatori è di genere femminile, anche se considerando la proporzione degli operatori coinvolti sul personale dipendente, non si osserva una sostanziale differenza tra i due generi: i maschi coinvolti sono il 3,8% dei dipendenti, mentre le femmine sono il 3,7% dei dipendenti. I maschi subiscono più aggressioni fisiche delle operatrici di genere femminile (34,8% rispetto al 22,5%). Considerando invece la distribuzione della tipologia di violenza per classe di età si rileva che gli operatori con meno di 29 anni sono più frequentemente interessati dal fenomeno aggressioni in generale rispetto al numero di dipendenti (7,9% dei dipendenti totali), gli operatori al di sopra di 60 anni segnalano più aggressioni fisiche (33,1%) rispetto agli operatori delle altre classi di età.

Come e quando si verificano gli atti di violenza
La violenza si manifesta in diverse forme, spesso sovrapposte: la violenza verbale è la forma più comune e riguarda l'89,1% dei casi nel 2025 (in aumento rispetto all'83,8% del 2024); la violenza fisica coinvolge il 28,1% delle segnalazioni, con un aumento del 2,4% rispetto al 2024; diminuiscono i danni alla proprietà, che passano dal 17,7% al 14,1%.
Non si rilevano variazioni sostanziali della distribuzione degli episodi segnalati rispetto ai ritmi lavorativi standard: l'86,8% degli episodi avviene nei giorni feriali; la fascia oraria più critica è la mattina (46,8%), seguita dal pomeriggio (28,3%) e dalla sera/notte (24,9%). La maggioranza degli aggressori è costituita da utenti o pazienti (68,3%), un dato in crescita del 5,8% rispetto al 2024; si riducono invece le aggressioni da parte di parenti o caregiver (dal 26,6% al 23,8%); una quota residuale è rappresentata da aggressioni perpetrate da “estranei” (3,9%).

I luoghi delle aggressioni
Nel corso del biennio 2024-2025 il Report registra un significativo incremento delle segnalazioni in ambito territoriale, a fronte di una corrispondente diminuzione in ambito ospedaliero. Ospedale: pur restando il luogo principale delle aggressioni, la proporzione di segnalazioni si riduce dal 78,7% del 2024 al 69,4% del 2025. All'interno dei presidi ospedalieri: l'Area di Degenza mostra un aumento (dal 31,2% al 34,3%); il Pronto soccorso registra una diminuzione (dal 20,6% al 18,8%); i Servizi Psichiatrici di Diagnosi e Cura (SPDC) rilevano una contrazione significativa (dal 10,4% al 7,9%). Sul territorio le segnalazioni sono aumentate in proporzione, passando dal 21,3% al 29,6% del totale. Gli incrementi maggiori riguardano: Ambulatori territoriali che mostrano una tendenza in crescita dal 4,3% al 9,5% delle segnalazioni totali; Istituti penitenziari, che presentano un aumento dal 2,7% al 4,7%; le Case/Ospedali di Comunità che variano dallo 0,6% al 3,2%. Considerando la proporzione di episodi sui volumi di attività sanitaria (episodi ogni 100.000 prestazioni) si rileva che i Servizi Psichiatrici di Diagnosi e Cura mostrano un miglioramento della misura, in riduzione da 355,2 a 278,2 casi ogni 100.000 giornate di degenza, pur rimanendo l'area a più alto rischio; l'Area di Degenza ha rilevato un incremento della proporzione, passando da 14,2 a 18,7 episodi ogni 100.000 giornate; il Pronto Soccorso si è ridotto da 24,7 a 21,2 casi ogni 100.000 accessi.