16 Ottobre 2019
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Certificazione sportiva per attività non agonistica, la situazione attuale

COMUNICATO CONGIUNTO OMCEO PIACENZA – FIMP – FIMMG – SIMET – SMI – SNAMI 

Da quest’anno, a seguito di decreto ministeriale pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell’8 ottobre 2014, n. 243, per il rilascio delle certificazioni sportive non agonistiche (compreso libretto dello sportivo per i minori) è d’obbligo eseguire l’elettrocardiogramma. Questa normativa ha fatto molto discutere.

Chiaro a molti interlocutori (fra cui in particolare i medici) è che, per continuare a sostenere percorsi di avviamento all’attività sportiva, imponente ed oneroso è il carico organizzativo della diagnostica da parte dei servizi preposti dal Servizio Sanitario Nazionale.

In questi ultimi giorni sono state avviate iniziative da parte  della Commissione Salute delle Regioni e della Commissione Igiene e Sanità della Camera dei Deputati finalizzate alla revisione della norma di legge in questione. Anche i Pediatri di libera scelta e i Medici di medicina generale sono concordi nell’esaminare le criticità che il decreto ministeriale comporta e a livello nazionale si stanno adoperando al fine di trovare congrue soluzioni.

 

Fondamentale per il rilascio della certificazione sportiva è la valutazione clinico – anamnestica del paziente, mentre scarse sono le evidenze scientifiche che il tracciato elettrocardiografico sia di reale efficacia preventiva nel riconoscere situazioni di rischio per la salute legate ad attività sportiva non agonistica nella popolazione sana.

Da sottolineare che, già da ora, la necessità della procedura diagnostica ha comportato ingente allungamento delle liste di attesa presso le strutture dell’Azienda USL anche in relazione al fatto che trattasi di procedura gratuita per tutti i minorenni. La Regione Emilia Romagna ha infatti decretato che minorenni e disabili possano godere, nel caso specifico, dell’esecuzione del tracciato senza pagamento del ticket.

In ogni caso attualmente l’esecuzione di elettrocardiogramma è obbligatoria per il rilascio/rinnovo della certificazione; tangibile è il rischio che le famiglie ricorrano a soluzioni “out of pocket” per accelerare i tempi della certificazione.

In assenza di correttivi a livello nazionale della norma, malgrado gli interventi messi in atto per ampliare l’offerta da parte di ASL, si prevede un ulteriore allungamento dei tempi di attesa. I medici e i pediatri di famiglia si attiveranno al fine di ridurre o modulare i disagi derivanti dallo stato di cose e forniranno il più tempestivamente possibile ogni informazione relativa al problema.

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