6 Dicembre 2019
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Certificati di malattia, ospedalieri replicano: inadempienti anche Mmg

Da Doctor 33 del 9 giugno 2015, a firma di Mauro Miserendino

Medici ospedalieri inadempienti rispetto ai certificati di malattia? Fabio Florianello segretario amministrativo Anaao Assomed lombardo, non ci sta e replica a quelle che definisce le “lamentazioni” di Fiorenzo Corti. Il segretario Fimmg regionale parla di 14 mila certificati impropriamente redatti ogni giorno in Lombardia per colpa di ospedali “renitenti” alla pratica che “sprecano” il mmg in compiti “meccanografici”.

L’assessore alla salute Mario Mantovani tranquillizza: «La compilazione dei certificati per gli utenti in dimissione dagli ospedali e dai pronti soccorso è in capo alle aziende sanitarie e la loro produzione è inserita tra gli obiettivi prioritari per le direzioni generali 2015».

Florianello invece ricorda che il decreto ministeriale 18 aprile 2012 dava un anno agli ospedali per avviare la certificazione online, e che a dicembre 2013 la DGR Lombardia n. 1185 ha fatto decorrere l’obbligo di inviare il certificato da marzo 2014, ma il software è stato acquisito con qualche ritardo, «tanto che è stato esteso a tutte le aziende nel gennaio 2015 e a tutt’oggi, in alcuni casi, non sempre risulta funzionante». L’asserita inadempienza del medico ospedaliero, appunto, «in realtà è assai rara e correlata al frequente malfunzionamento del software».

Piuttosto, la compilazione del certificato è un aggravio per un medico già deputato, alla dimissione del paziente, ad espletare molteplici compiti burocratico-amministrativi (mai stati oggetto di lamentela) «mentre costituisce un alleggerimento dei compiti del medico generalista». In ogni caso, rimarca Florianello, nessuna associazione dei medici ospedalieri ha eccepito sulla normativa che è legge di Stato. E parimenti, sottolinea, «nessun medico ospedaliero ha mai rinviato sul territorio il paziente sprovvisto, al ricovero, della obbligatoria scheda anamnestica, assai di rado compilata.

Al contrario alcuni pazienti sono rinviati (dal mmg, ndr) alle strutture ospedaliere per la mancata certificazione online, comportamento quest’ultimo causa di importanti problemi al cittadino assistito. E ancora, vi sono pazienti rinviati perché il collega ospedaliero (che magari ha saltato il riposo settimanale per carenza di personale, vedi la Sanzione UE contro il non rispetto degli orari di lavoro) ha dimenticato di compilare una richiesta o una ricetta. Non sono forse questi i “comportamenti assurdi e riprovevoli” di cui parla il Segretario Fimmg? Ma non sarebbe doveroso per il mmg – conclude Florianello- essere informato direttamente dal suo assistito dell’esito di quanto effettuato in ospedale, in aggiunta alla dimissione che riceve online?».

Per 40 anni sul fronte ospedale ed esperto di diritto, Marco Perelli Ercolini (ex leader Snami ospedalieri ed ora in Federspev) spende una parola in favore dei medici di Ps: «Fino a prova contraria non è compito loro redigere i certificati per l’Inps; può provvedere prioritariamente il medico di famiglia che, al referto ospedaliero, affianca le sue conoscenze sull’assistito.Solo una piccola percentuale delle urgenze in Ps, ad esempio gli infortuni, potrebbe soddisfare i requisiti per una prognosi di malattia. Con il suo intervento, il medico di Ps può invece “naturalmente” provvedere ad una prognosi di guarigione. Che è cosa diversa: per restare in tema di “camici”, un medico graffiato dal gatto alla spalla può continuare a osservare pazienti, e recarsi in corsia il giorno dopo, ma la sua guarigione può avvenire in più giorni; una prognosi di malattia invece valutando l’impatto clinico sulle condizioni originarie dice quanto deve fermarsi il paziente dall’attività lavorativa, tenendo conto anche del tipo di lavoro».

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