7 Luglio 2020
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Test sierologici, FNOMCeO “Fondamentale aderire allo screening, determinante il coinvolgimento della medicina territoriale”

“La FNOMCeO ritiene fondamentale l’adesione ad un percorso di screening massivo da parte dei cittadini, che si realizzi previa informazione e consenso a cura dei medici che eseguono il test, dirigenti medici del Dipartimento di Prevenzione-SPESAL e dei medici competenti, nel rispetto della normativa sulla privacy e – sarebbe forse opportuno esplicitarlo . in ottemperanza alle disposizioni di cui agli artt. 11 (Riservatezza dei dati personali) e 12 (Trattamento dei dati sensibili) del codice di deontologia medica. Infatti, la strategia delle “tre T” (testare, tracciare e trattare) è riconosciuta come la via da seguire per uscire dalla pandemia, individuando e spegnendo sul nascere i nuovi focolai”.

E’ la posizione della Federazione Nazionale esplicitata in una memoria depositata presso la Commissione Igiene e sanità del Senato della Repubblica nella seduta n. 135 del 26 maggio 2020 in merito alla legge di conversione del decreto -legge 30/2020, “Misure urgenti in materia di studi epidemiologici e statistiche sul SARS-COV-2 D.L. 30/2020 – A.S. 1800”.

“I medici del territorio e degli ospedali – si legge – possono e debbono avere un ruolo importante in ciascuno di questi step. Testare più persone possibili con i test sierologici, tracciare con app o indagini i contatti dei casi positivi per testarli e isolarli dalla comunità e, infine, trattare i malati con l’assistenza ospedaliera o domiciliare coordinata”.

“La FNOMCeO ritiene che il coinvolgimento dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta rappresenti un passo importante, perché essi sono il primo riferimento di tutti i cittadini del nostro Paese e costituiscono uno strumento formidabile di osservazione, consiglio, intervento precoce e cura dell’intera popolazione italiana. Risulta, infatti, determinante il coinvolgimento della medicina territoriale per l’adesione dei cittadini al progetto, condizione necessaria per il raggiungimento degli obiettivi preposti. Inoltre non possiamo non evidenziare che l’avere a disposizione i risultati dei test sierologi inerenti ai loro assistiti costituirebbe uno strumento importante per l’attività di monitoraggio e sorveglianza epidemiologica degli 80.000 medici territoriali che abbiamo definito “sentinella”.

Per quanto riguarda i risultati dei test, la Federazione chiede che sia “valutata la possibilità di prevedere opportune modalità per comunicare tali dati, anche in forma anonima e aggregata, e in ogni caso in ottemperanza alla normativa sulla privacy, anche al medico di medicina generale e al pediatra di libera scelta che hanno in carico l’assistito. Si valuti inoltre l’opportunità di chiarire, nel caso in cui il risultato delle analisi del soggetto interessato evidenzi la presenza di anticorpi specifici, quali siano gli ulteriori passaggi od accertamenti da attivare. Si sottolinea la necessità anche in questa fase di coinvolgere i medici del territorio (medici di medicina generale, pediatri di libera scelta, specialisti ambulatoriali interni ed esterni e medici competenti)”.

“Appare quindi chiaro – conclude – come questo progetto di studi epidemiologici e statistiche sul SARS-COV-2 debba essere realizzato attraverso il fondamentale apporto della medicina territoriale”.

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