28 Settembre 2020
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Riapertura scuole: il rapporto ISS con le indicazioni operative per la gestione di casi e focolai Covid

Pubblichiamo in questa pagina il Rapporto Covid – elaborato dall’Istituto Superiore di Sanità con Ministero della Salute, Ministero dell’Istruzione, INAIL, Fondazione Bruno Kessler, Regione Veneto e Regione Emilia-Romagna – con le “Indicazioni operative per la gestione di casi e focolai di SARS-CoV-2 nelle scuole e nei servizi educativi dell’infanzia” (versione 28 agosto 2020).

Il documento si propone di “fornire un supporto operativo ai decisori e agli operatori nel settore scolastico e nei Dipartimenti di Prevenzione che sono a pieno titolo coinvolti nel monitoraggio e nella risposta a casi sospetti/probabili e confermati di COVID-19 nonché nell’attuare strategie di prevenzione a livello comunitario”.

Sul possibile aumento del rischio della circolazione del virus nella comunità a seguito della riapertura della scuole – si spiega nell’introduzione – diverse incognite, di cui alcune definite “cruciali”, non permettono al momento una solida valutazione dell’efficacia delle diverse strategie di intervento attraverso i modelli esistenti: “In primo luogo, non è nota la trasmissibilità di SARS-CoV-2 nelle scuole, anche se cominciano ad essere disponibili descrizioni scientifiche di outbreak in ambienti scolastici in altri Paesi; più in generale, non è noto quanto i bambini, prevalentemente asintomatici, trasmettano SARS-CoV-2 rispetto agli adulti, anche se la carica virale di sintomatici e asintomatici e quindi il potenziale di trasmissione non è statisticamente differente”.

Ai fini dell’identificazione precoce dei casi sospetti – viene sottolineato – è necessario prevedere:

– un sistema di monitoraggio dello stato di salute degli alunni e del personale scolastico;

– il coinvolgimento delle famiglie nell’effettuare il controllo della temperatura corporea del bambino/studente a casa ogni giorno prima di recarsi al servizio educativo dell’infanzia o a scuola;

– la misurazione della temperatura corporea al bisogno (es. malore a scuola di uno studente o di un operatore scolastico), da parte del personale scolastico individuato, mediante l’uso di termometri che non prevedono il contatto che andranno preventivamente reperiti;

– la collaborazione dei genitori nel contattare il proprio medico curante (PLS o MMG) per le operatività connesse alla valutazione clinica e all’eventuale prescrizione del tampone naso-faringeo. 
È inoltre necessario approntare un sistema flessibile per la gestione della numerosità delle assenze per classe che possa essere utilizzato per identificare situazioni anomale per eccesso di assenze, per esempio, attraverso il registro elettronico o appositi registri su cui riassumere i dati ogni giorno.

Fra le raccomandazioni rivolte alle scuole e ai servizi educativi dell’infanzia, quella di identificare referenti scolastici per COVID-19 adeguatamente formati sulle procedure da seguire e referenti per l’ambito scolastico all’interno del Dipartimento di Prevenzione (DdP) della ASL competente territorialmente; di tenere un registro degli alunni e del personale di ciascun gruppo classe e di ogni contatto che, almeno nell’ambito didattico e al di là della normale programmazione, possa intercorrere tra gli alunni ed il personale di classi diverse per facilitare l’identificazione dei contatti stretti da parte del DdP della ASL competente territorialmente; di richiedere la collaborazione dei genitori a inviare tempestiva comunicazione di eventuali assenze per motivi sanitari in modo da rilevare eventuali cluster di assenze nella stessa classe.

Il testo presenta poi gli scenari più frequenti per eventuale comparsa di casi e focolai da COVID-19, con i relativi protocolli da seguire, e tocca il tema della formazione FAD rivolta a i referenti COVID-19 e agli operatori sanitari dei Dipartimenti di Prevenzione referenti COVID-19 per le scuole. Fra le criticità rilevate, infine, il meccanismo di attestazione da parte dei PLS e MMG per il rientro degli studenti/staff a scuola dopo sospetto o conferma di caso di COVID-19, che dovrebbe essere “identificato regolamentato e condiviso con gli attori coinvolti”.

IL RAPPORTO ISS

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