21 Settembre 2019
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Progetto di cure palliative domiciliari, in tre anni assistiti 430 pazienti

Tempo di bilanci per il progetto di Cure Palliative domiciliari, realizzato a partire dal 2016 dall’Azienda Usl di Piacenza con il sostegno della Fondazione di Piacenza e Vigevano e la stretta collaborazione dell’Ordine provinciale dei Medici di Piacenza.

L’iniziativa, lo ricordiamo, ha portato all’attivazione di una équipe composta da un medico palliativista, un infermiere e uno psicologo, dedicata al sostegno di pazienti fragili, con un bisogno crescente di assistenza nelle fasi più delicate del percorso, e alle loro famiglie, al proprio domicilio.

Un servizio che mancava sul territorio provinciale, andato ad ampliare l’attività clinico – assistenziale dell’Unità operativa di Cure Palliative e della Rete di Cure Palliative esistente dal 2011.

Il bilancio dei tre anni di attività è stato tracciato nel corso di una conferenza stampa alla Fondazione di Piacenza e Vigevano – che ha messo a disposizione un contributo di 120mila euro ogni anno – alla quale hanno preso parte il presidente dell’Ente di via Sant’Eufemia Massimo Toscani, Raffaella Bertè, direttore Rete cure palliative Ausl Piacenza, Augusto Pagani, presidente dell’Ordine dei Medici di Piacenza e Maria Gamberini, direttore amministrativo Ausl Piacenza.

E i risultati sono stati di grandi rilievo: il progetto ha permesso di prendere in carico complessivamente 430 pazienti, con 681 visite a domicilio, coprendo l’80 per cento dei comuni del territorio provinciale e percorrendo circa 35mila chilometri.

Strategico, all’interno di questo percorso, il ruolo dei medici di famiglia – insieme ai quali sono stati svolte 736 ore di formazione – unici professionisti che hanno come mandato quello di curare a domicilio in modo continuativo i malati con patologie cronico degenerative e in grado quindi di identificare e raccogliere i bisogni di cure palliative nel momento in cui si manifestano.

Il target di riferimento del progetto sono i pazienti dimessi dalla Casa di Iris di Piacenza e dall’hospice di Borgonovo, cui si aggiungono le persone per le quali è stata richiesta una consulenza di cure palliative. Si tratta di malati che non necessitano di interventi diagnostici ad alta tecnologia, ma richiedono un’assistenza (medica, infermieristica, psicologica e sociale) che consenta di mantenere una qualità di vita accettabile.

Non sono solo persone affette da malattie oncologiche, ma soprattutto anziani, fragili, con malattie progressive e irreversibili, con bisogni complessi che impattano sulla loro qualità di vita e sull’organizzazione dell’intero nucleo familiare.

Visto il bilancio molto positivo, il progetto di cure palliative domiciliari non si ferma: per un anno infatti troverà ancora il sostegno della Fondazione di Piacenza e Vigevano con un finanziamento di ulteriori 90mila euro.

Quanto alle prospettive future, l’Ausl si sta impegnando per rendere stabile l’équipe domiciliare completando le procedure concorsuali che permettano di assumere definitivamente le figure professionali che la compongono.

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