26 settembre 2018
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Né colombe né avvoltoi, ma uguali responsabilità e tutele per tutti

Nei mesi scorsi sulle reti televisive nazionali RAI e Mediaset è andato in onda il video foto Pagani duepubblicitario di una associazione di professionisti che “si occupa di gestione dei danni alla persona finalizzata all’ottenimento di un giusto risarcimento. Grazie all’unione dei suoi diversi professionisti Obiettivo Risarcimento gestisce con successo casi di malasanità, sinistri stradali, infortuni sul lavoro/malattie professionali ed altre tipologie di infortuni”.

Tale campagna pubblicitaria, anche lo scorso anno, aveva determinato proteste e indignazione delle associazioni dei medici, che avevano giudicato pericoloso ed inopportuno sollecitare una denuncia da parte di chi negli ultimi anni riteneva di aver subito un danno a causa di un errore o di una colpa medica, perché tale comportamento avrebbe inevitabilmente contribuito ad aumentare il contenzioso giudiziario e l’atteggiamento difensivo dei medici denominato medicina difensiva, il cui costo è tutto a carico dello stato ed è stato quantificato in circa 11 miliardi di euro all’anno.

 

Il 12 febbraio scorso il Collegio italiano chirurghi ha proclamato lo stato di agitazione per chiedere una legge diversa sulla responsabilità professionale ed in tale occasione ha presentato un video incentrato sull’impegno e sulla abnegazione dei medici e sulla importanza del loro ruolo professionale e sociale, con questo contestando l’assurdo aumento delle denunce contro i medici finalizzate ad ottenere un risarcimento che nella larga maggioranza dei casi non è giustificato e non verrà riconosciuto. 

Il 24 febbraio scorso la Associazione Amami, che si occupa della tutela dei medici accusati ingiustamente di malpractice, ha presentato un video, sottoscritto da numerose associazioni mediche e da esponenti politici e sindacali,  in cui si invitano i cittadini a diffidare dagli “avvoltoi” che propongono un facile arricchimento con cause milionarie di risarcimento contro i medici, sostenendo che questi “avvoltoi” determinano un grave danno alla sanità ed ai cittadini, perché un medico che ha paura di prendere una decisione farà male il proprio lavoro. 

Su questo importante problema il Consiglio direttivo dell’OMCeO Piacenza si è più volte espresso con documenti pubblicati sul suo sito e diffusi alla stampa locale, fra i quali “A proposito di errori, di colpe e di crimini”  e sullo stesso tema ha organizzato due convegni ai quali hanno partecipato il Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Piacenza, il Vice Procuratore del Tribunale di Piacenza, il Direttore Generale ed il Direttore Sanitario della AUSL di Piacenza ed il Direttore di “Libertà”, il 21 aprile 2012  La Medicina difensiva tra deontologia, norme giuridiche e la tranquillità dell’anima”, ed il 23 maggio 2013 “La responsabilità medica nel nuovo millennio”.

Mi auguro, nell’interesse di tutti, che si arrivi al più presto ad una revisione della legislazione inerente la responsabilità professionale, che preveda la giusta tutela ed il giusto risarcimento di chi ha subito un danno in conseguenza di un errore o di una colpa di un professionista (di qualunque professionista, senza distinzioni e senza differenze), ma che preveda anche il risarcimento al professionista del danno provocato da una denuncia ingiusta e temeraria.

Nella fiduciosa attesa che questo diventi realtà, è necessario che nella società civile e nelle diverse categorie professionale prevalgano la responsabilità e la condanna dei comportamenti opportunistici.

 

Augusto Pagani

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