2 Dicembre 2020
Home / News / Morire per amore del prossimo e rispetto dell’etica professionale

Morire per amore del prossimo e rispetto dell’etica professionale

Mentre discutiamo se mantenere nel nostro Codice deontologico il termine “paziente” o sostituirlo con “persona assistita” una collega, Eleonora Cantamessa, ginecologa, 44 anni, è stata uccisa in strada, mentre prestava soccorso ad una persona gravemente ferita a colpi di spranga. 

Passava di lì per caso e non conosceva le persone coinvolte nella rissa, ma non ha esitato a fermarsi per aiutare il ferito, per fare quello che la sua coscienza e l’etica professionale Le hanno “imposto”.

Un’altra collega, Paola Labriola, psichiatra, 53 anni, la scorsa settimana è stata accoltellata ed uccisa per strada da un suo “paziente” o “persona assistita”. 

Un collega, Claudio Carosino, medico di famiglia, 59 anni, è stato ucciso da un suo “paziente” o “persona assistita” che era andato a visitare a domicilio una domenica di ottobre 2010.

Atti generosi ed eroici, meravigliosi e tragici esempi di etica che dovrebbero indurre tutti a riflettere sul valore delle azioni e dei valori che le ispirano. 

Grazie Eleonora, grazie Paola, grazie Claudio, grazie per averci richiamati alla realtà ed indicato la via.

Augusto Pagani, Presidente OMCeO Piacenza

Forse cercavi

Elezioni OMCeO Piacenza – Comunicazione agli iscritti 18 novembre

Gentili colleghe e colleghi, Con proprio Decreto del Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio N.09154/2020 del …