23 settembre 2018
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Lo stato del Sistema Sanitario Nazionale nei rapporti di Corte dei Conti e Fondazione Gimbe

Pubblichiamo (in allegato a fondo pagina) il capitolo relativo alla sanità contenuto all’interno Rapporto di coordinamento di Finanza pubblica 2018 presentato dalla Corte dei conti, e il 3° Rapporto sulla sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale realizzato dalla Fondazione GIMBE.

CORTE DEI CONTI – “I dati del 2017 – scrive la Corte dei Conti relativamente alla gestione del sistema sanitario – confermano il buon risultato economico delle misure di controllo della spesa messe in campo in questi anni”, anche se – viene fatto notare – “si continua a contrarre la spesa per investimenti infrastrutturali e tecnologici“.

“Ad oggi – si legge -, le fonti pubbliche coprono il 95 per cento della spesa ospedaliera, ma solo il 60 per cento della spesa per prestazioni ambulatoriali e il 46 per cento della riabilitazione ambulatoriale”.

Secondo la magistratura contabile, sulla spesa sanitaria “rimangono aperti diversi fronti: la governance farmaceutica, per la quale si tratta di rivedere gli strumenti a disposizione per garantire la sostenibilità della spesa a partire dal payback e dalla negoziazione del prezzo dei farmaci; le procedure di approvazione dei nuovi farmaci da velocizzare; le compartecipazioni alla spesa, di cui occorre rivedere modalità di funzionamento e ragioni; i rinnovi contrattuali e lo sblocco del turn-over per accompagnare lo svecchiamento delle strutture e l’adeguamento alle nuove esigenze di cura; l’attuazione dei piani regionali delle cronicità”.

Fra le criticità evidenziate anche la mancanza di una “risposta adeguata all’integrazione tra assistenza sociale e sanitaria, per poter affrontare al meglio la questione dell’insufficienza dell’assistenza domiciliare e dei bisogni di una popolazione sempre più longeva”, insieme ai “forti differenziali Nord-Sud nella qualità e nella disponibilità dei servizi, testimoniati dai più accentuati casi di rinuncia alle cure e dalla crescente incidenza della mobilità sanitaria dal Sud al Nord”.

“Nella agenda politica dei prossimi anni – scrive la Corte dei Conti – si impongono scelte importanti sul fronte dell’adeguamento delle strutture; ciò per rendere compatibili con la stabilità del sistema soluzioni adeguate ai bisogni”.

FONDAZIONE GIMBE – Il Rapporto si apre con i risultati di una revisione sistematica delle “classifiche” internazionali che valutano le performance dei sistemi sanitari. «Occorre fermare le strumentalizzazioni nel dibattito pubblico e nelle comunicazioni istituzionali – puntualizza il Presidente Nino Cartabellotta – che decantano prestigiose posizioni del nostro SSN in classifiche ormai obsolete (2° posto nella classifica OMS del 2000 con dati 1997), oppure che mettono in relazione l’aspettativa di vita con la spesa sanitaria pro-capite (3° posto nella classifica Bloomberg) per cui meno spendiamo più scaliamo la classifica, visto che la longevità dipende soprattutto da altre ragioni».

Il Rapporto analizza poi la spesa sanitaria 2016 che, secondo le stime effettuate, ammonta a € 157,613 miliardi di cui: € 112,182 miliardi di spesa pubblica; € 45,431 miliardi di spesa privata di cui € 5,601 miliardi di spesa intermediata (€ 3,831 miliardi da fondi sanitari, € 0,593 miliardi da polizze individuali, € 1,177 miliardi da altri enti) e € 39,830 miliardi di spesa a carico delle famiglie (out-of-pocket).

Rispetto alla rivalutazione della “prognosi” del SSN al 2025 secondo le stime del Rapporto GIMBE il fabbisogno del SSN sarà di 220 miliardi: un incremento stimato della spesa sanitaria totale nel periodo 2017-2025 di € 27 miliardi (€ 9 miliardi pubblica e € 18 miliardi privata) permetterebbe di raggiungere nel 2025 una cifra di poco superiore ai € 184 miliardi. A questi si aggiungerebbero circa € 15 miliardi dal recupero graduale di risorse dal disinvestimento da sprechi e inefficienze (per complessivi € 70 miliardi complessivi nel periodo 2017-2025).

Il Rapporto si chiude con il “piano di salvataggio” del SSN – composto da 12 punti – elaborato dalla Fondazione GIMBE: «Se si intende realmente preservare la più grande conquista dei cittadini italiani – conclude Cartabellotta -, oltre ad aumentare ilritorno in termini di salute del denaro investito in sanità, è indispensabile invertire la rotta sul finanziamento pubblico. In alternativa, occorrerà governare adeguatamente la transizione ad un sistema misto, al fine di evitare una lenta involuzione del SSN che finirebbe per creare una sanità a doppio binario, sgretolando i princìpi di universalismo ed equità che da 40 anni costituiscono il DNA del nostro Servizio Sanitario Nazionale».

 

IL CAPITOLO SANITA’ DEL RAPPORTO DELLA CORTE DEI CONTI

IL RAPPORTO DELLA FONDAZIONE GIMBE

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