22 Ottobre 2019
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L’esperienza piacentina di Progetto Vita sulle pagine de “Il Sole 24 Ore”

L’esperienza di Progetto Vita, il primo progetto di defibrillazione precoce nato in Europa nel 1998 che ha fatto di Piacenza la città europea più cardioprotetta, di nuovo sotto i riflettori nazionali.

Della realtà piacentina, presieduta dalla dottoressa Daniela Aschieri, si è occupato il Sole 24 Ore, in un articolo del 23 luglio 2019 a firma di Nicoletta Cottone, in occasione dell’approdo alla Camera del ddl “Salvavita”, presentato da Giorgio Mulè (Fi) e Mara Lapia (M5s), il cui obiettivo è di rendere obbligatori i defibrillatori in tutti gli uffici e luoghi pubblici. Fra le novità anche l’introduzione di una app che consentirà di sapere dove si trova, in caso di necessità, il defibrillatore più vicino, e l’organizzazione di corsi di formazione per i ragazzi delle scuole dell’obbligo.

La dottoressa Aschieri – direttore dell’Unità operativa di cardiologia e riabilitazione presso l’ospedale unico della Valtidone, a Castelsangiovanni – ha partecipato attivamente alla stesura del testo, illustrando insieme all’avvocato Augusto Ridella, consulente giuridico dell’associazione da lei presieduta, i risultati ottenuti nei 20 anni di Progetto Vita davanti alla Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati, dove ha ricordato come “la sopravvivenza triplichi se a intervenire, il prima possibile, sono i “laici”, ovvero personale non sanitario in attesa dell’arrivo dell’ambulanza”.

A Piacenza, viene sottolineato nell’articolo, il 43% delle persone colpite da arresto cardiaco si salva, percentuale che sale al 93% degli sportivi, se defibrillati sul posto. “Questo – spiega la dottoressa – mentre la sopravvivenza da arresto cardiaco in generale è ancora oggi inferiore al 10%, dove non esistono sistemi di defibrillazione precoce”.

E sempre il Sole 24 ore racconta le storie di alcune delle persone salvate grazie ai defibrillatori di Progetto Vita.

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