14 Dicembre 2019
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Giorgio Macellari entra nel Comitato Etico della Fondazione “Umberto Veronesi”

Significativo riconoscimento per il professor Giorgio Macellari, entrato di recente a far parte del Comitato Etico (e contestualmente anche del Comitato Scientifico) della Fondazione Umberto Veronesi.

Il medico piacentino, per tanti anni direttore dell’unità operativa di Senologia dell’ospedale di Piacenza e attualmente senologo dell’ospedale San Giuseppe MultiMedica di Milano e docente dell’Accademia di Senologia Umberto Veronesi, è stato chiamato dalla Fondazione, nata nel 2003 su iniziativa dello stesso Veronesi e di molti altri scienziati e intellettuali di fama internazionale, fra cui 11 premi Nobel, con lo scopo di promuovere la ricerca scientifica di eccellenza e progetti di prevenzione, educazione alla salute e divulgazione della scienza.

Svariate le attività della Fondazione, presieduta da Paolo Veronesi, che spaziano dalla ricerca scientifica – con l’erogazione di borse di ricerca per medici e ricercatori e il finanziamento di progetti che possano elaborare nuove conoscenze e nuove cure per le malattie – alla realizzazione di campagne di prevenzione e educazione per favorire l’adozione di stili di vita sani e consapevoli, all’organizzazione di conferenze internazionali. All’interno della Fondazione il Comitato Etico vuole promuovere una riflessione comune attraverso la redazione di documenti che trattano temi di rilevanza etica e bioetica: come membro del Comitato, Macellari ha finora partecipato personalmente alla stesura di due documenti, uno su “Omeopatia e rimedi a base placebo“, il secondo dal titolo “Dagli allevamenti intensivi all’agricoltura cellulare“.

Un riconoscimento del percorso di Macellari, che fu allievo e amico personale di Umberto Veronesi: “Entrare nella Fondazione che porta il suo nome – sottolinea – rappresenta per me una sorta di traguardo, anche se, come dico sempre, lui era una sequoia mentre io sono un bonsai. Ho conosciuto Veronesi alla fine degli anni ’70, era un uomo straordinario del quale mi colpì la sua attitudine alla ricerca scientifica bilanciata dall’amore per l’etica: una mentalità che ho sempre condiviso, convinto della necessità di equilibrare la componente medico-scientifica con quella etico-filosofica: proprio per questo ho conseguito anche una laurea in filosofia”.

“In questo solco – aggiunge – la Fondazione, anche attraverso il Comitato Etico, porta avanti l’istanza della metodologia scientifica – la grande arma che fa crescere progresso e sapere soprattutto in un’epoca come quella attuale nella quale circolano molte “fake news” – senza tralasciare la visione umanistica: non possiamo infatti mai dimenticarci che quando facciamo ricerca abbiamo a che fare con esseri umani, si tratta di un binomio che non si può separare. Un aspetto, questo, che Umberto Veronesi ha sempre valorizzato”.

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