6 Giugno 2020
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Fase 2, disposizioni Dpcm 26 aprile e monitoraggio del rischio sanitario

Sulla Gazzetta Ufficiale n. 108 del 27-4-2020 è stato pubblicato il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 26 aprile 2020, contenente le misure per il contenimento dell’emergenza Covid-19 nella cosiddetta “fase due”.  Nel nuovo provvedimento si ribadiscono sostanzialmente le precedenti misure, introducendone di nuove. Le disposizioni del decreto si applicano alla data del 4 maggio 2020 in sostituzione di quelle del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 10 aprile e sono efficaci fino al 17 maggio 2020.

Viene disposto l’obbligo della distanza sociale con l’utilizzo di dispositivi di protezione individuale. In particolare, ai fini del contenimento della diffusione del virus COVID-19, è fatto obbligo sull’intero territorio nazionale di usare protezioni delle vie respiratorie nei luoghi chiusi accessibili al pubblico, inclusi i mezzi di trasporto e comunque in tutte le occasioni in cui non sia possibile garantire continuativamente il mantenimento della distanza di sicurezza. Non sono soggetti all’obbligo i bambini al di sotto dei sei anni, nonché i soggetti con forme di disabilità non compatibili con l’uso continuativo della mascherina ovvero i soggetti che interagiscono con i predetti.

“Con riferimento all’attività professionale medica – scrive la FNOMCeO in una comunicazione – si ribadisce che in merito alle visite mediche effettuate da medici di medicina generale, medici specialisti, inclusi chirurghi, si ritiene necessario adottare il triage telefonico prima di ogni visita, sia essa effettuata in studio che in sede domiciliare. In questa fase di emergenza epidemiologica da COVID-19 possono ritenersi significative anche altre soluzioni quali il consulto a distanza, il video-consulto e le consulenze specialistiche telefoniche“.

“Con riferimento alla attività degli studi odontoiatrici – prosegue la Federazione Nazionale -, si ricorda che la CAO Nazionale ha istituito un tavolo di lavoro dedicato alla gestione della fase 2 che comprende tutte le componenti dell’odontoiatria ed esperti esterni. Entro pochi giorni, con l’auspicabile successiva validazione ministeriale, si proporranno alla professione odontoiatrica le misure per tornare alla piena attività con serenità e sicurezza. In caso di mancata attuazione di queste misure da parte dei colleghi è opportuno raccomandare di astenersi dal ripristino della normale attività operativa, nelle more di provvedere all’adozione delle stesse. La tutela della salute del paziente, dell’odontoiatra e del personale di studio è priorità assoluta, pur dovendo precisare che nessuna norma ad oggi ha imposto l’interruzione totale della attività professionale.  In conclusione si ribadisce la necessità dell’adozione di protocolli di sicurezza anti- contagio (strumenti di protezione individuale e operazioni di sanificazione dei luoghi di lavoro)”.

MONITORAGGIO RISCHIO SANITARIO – Sulla Gazzetta Ufficiale n. 112 del 2-05-2020 è stato pubblicato il Decreto 30 aprile 2020, con cui vengono definiti i criteri relativi alle attività di monitoraggio del rischio sanitario per l’evoluzione della situazione epidemiologica.

Per classificare il rischio sanitario connesso al passaggio dalla fase 1 alla fase 2 – spiega la FNOMCeO – sono stati individuati alcuni indicatori con valori di soglia e di allerta che dovranno essere monitorati a livello nazionale, regionale e locale: indicatori di processo sulla capacità di monitoraggio; indicatori di processo e sulla capacità di accertamento diagnostico, indagine e gestione dei contatti; indicatori di risultato relativi a stabilità di trasmissione e alla tenuta dei servizi sanitari.

Le soglie definite negli indicatori sono volte a mantenere stabile il numero di nuovi casi di infezione da SarsCoV2 (ossia a limitarne l’aumento nel tempo e nello spazio), anche in ospedali, Rsa, case di riposo, e a impedire il sovraccarico dei servizi sanitari. I valori di allerta identificati serviranno invece per decidere eventuali revisioni delle misure adottate.

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