17 ottobre 2018
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Certificati di malattia, confermate sanzioni per i medici. Pagani: “Richieste inascoltate”

“Come facciamo a far comprendere la nostra situazione al governo? Come possiamo evitare che l’unica risposta delle Istituzioni sia sanzionare anche il medico sbandierando anche la possibilità del carcere?”.Assenza-dal-lavoro-certificato-medico-solo-generico-370x230

Il Presidente di OMCeO Piacenza Augusto Pagani porta nuovamente sotto i riflettori il tema delle certificazioni di malattia dopo il prima via libera dal Governo sul Testo Unico del pubblico impiego, che conferma le sanzioni previste dalla legge Brunetta del 2009 per il dipendente della Pubblica Amministrazione che usi un certificato falso o attestante il falso.

“Sono otto anni – ha detto Pagani a M.D. Digital in un articolo a firma di Francesco Gombia – che la FNOMCeO chiede la revisione della Legge Brunetta, sia per gli aspetti di incostituzionalità che sul tema dell’autocertificazione di malattia dei lavoratori per i primi tre giorni. Le mozioni dell’On. Romani e dell’On. Bergonzi, sostenitori delle richieste FNOMCeO, giacciono in qualche cassetto in attesa di essere discusse”.

“Come se non bastasse, su mia richiesta il 16 dicembre scorso la FNOMCeO ha approvato all’unanimità la necessità di ribadire queste richieste alla classe politica. Infine, la Federazione sta raccogliendo nuovi dati, in Italia e in Europa, che verranno pubblicati per ravvivare l’interesse politico: e che cosa otteniamo in risposta a tutto ciò? Che il Testo Unico del pubblico impiego riceve un ok dal governo, confermando non solo le sanzioni previste dalla legge Brunetta ma anche il medico rischia le stesse sanzioni, ossia radiazione dall’Albo o decadenza della convenzione, per non parlare della multa da 400 a 1.600 euro o il rischio di finire in galera per 5 anni!”.

“Soprattutto noi Mmg siamo in una posizione complessa, oserei dire di conflitto di interesse – continua Pagani -. Da un lato non si può chiedere al medico di famiglia di essere un carabiniere, come vorrebbero i datori di lavoro per controllare i loro dipendenti fannulloni: noi siamo le persone di fiducia dei lavoratori, il nostro lavoro si fonda sul rapporto di fiducia e dobbiamo credere alle affermazioni dei nostri assistiti, salvo evidente distonia con i dati clinici. Dall’altro lato non possiamo ignorare le continue segnalazioni che gli Ordini ricevono dai datori di lavoro: noi medici siamo chiamati a prestare maggiore attenzione, anche perché gli Ordini non possono e non vogliono subire la gogna mediatica che deriva dalla negligenza di certi lavoratori”.

“Come facciamo a far comprendere la nostra situazione al governo? – conclude. Come possiamo evitare che l’unica risposta delle Istituzioni sia sanzionare anche il medico sbandierando anche la possibilità del carcere?”

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Da PiacenzaSera.it del 18 settembre 2018