25 Giugno 2019
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Defibrillatori, ricerca piacentina premiata al convegno nazionale ANMCO

Prestigioso riconoscimento per Piacenza al 50° Congresso Nazionale di Cardiologia dell’ANMCO (Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri) al Palacongressi di Rimini.

La dottoressa Paola Novara nella giornata del 16 maggio ha infatti ricevuto il premio “Vincenzo Masini” – riservato ai Cardiologi under 40 per le migliori comunicazioni scientifiche – per una ricerca sulla cardioprotezione che raccoglie i risultati ottenuti negli ultimi anni da Progetto Vita, progetto nato nel 1998 e che ha fatto di Piacenza la culla della cultura della defibrillazione precoce.

E sono dati assolutamente significativi, come sottolineano la presidente dell’associazione, dottoressa Daniela Aschieri, e la stessa dottoressa Novara: “Il sistema Progetto Vita ha triplicato la sopravvivenza da arresto cardiaco”. Il tutto grazie all’aumento del numero dei defibrillatori, che oggi, grazie ad una rete ormai consolidata attivata da Progetto Vita sul territorio in sinergia con il 118, garantiscono un pronto utilizzo anche da parte dei cittadini: “Mentre inizialmente gli interventi con il defibrillatore erano portati avanti principalmente dalle pattuglie delle forze dell’ordine, negli ultimi anni la crescita di questi strumenti “in sedi fisse” nei luoghi pubblici ha permesso una partecipazione attiva sempre maggiore da parte della popolazione, con il soccorritore “laico” che può intervenire rapidamente in attesa dell’arrivo della pattuglia o dei sanitari”.

“Più defibrillatori sono posizionati più alta ovviamente è la possibilità di poterli utilizzare – sottolinea Aschieri -, l’obiettivo è quello di coinvolgere in modo ancora maggiore i cittadini come parte attiva del progetto”. Attualmente in provincia di Piacenza sono circa 880 gli strumenti salvavita installati che hanno permesso di salvare 113 persone. In questo senso fra le attività portate avanti dall’associazione particolare importanza riveste il progetto del “quartiere cardioprotetto”, partito per la prima volta nel settembre 2017 a Piacenza in viale Dante, per la diffusione del defibrillatore all’interno dei condomini. “Il 70% degli arresti cardiaci avviene in casa – ricorda Aschieri – per questo avere un defibrillatore a portata di mano a pochi metri di distanza può diventare fondamentale”.

“Sono molto soddisfatta e particolarmente orgogliosa – commenta Paola Novara, giovane medico 34enne in forza all’U.O. di Cardiologia dell’Ospedale di Castelsangiovanni che ha rappresentato Progetto Vita presentando la ricerca – per un premio importante da parte dell’associazione che riunisce i Cardiologi che operano nel Servizio Sanitario Nazionale”.

LA RICERCA – “Il lavoro presentato a Rimini, con i dati che si riferiscono al periodo tra il 2003 e il 2017 – spiega Novara – dimostra come l’implementazione delle postazioni fisse di DAE a Piacenza abbia aumentato la sopravvivenza da arresto cardiaco”.

“Già nel 2002 – prosegue – avevamo notato come la sola defibrillazione precoce triplicasse la sopravvivenza da arresto cardiaco, dati pubblicati sulla rivista scientifica Circulation. Questi dati sono stati confermati anche in un lavoro scientifico del 2016 (pubblicato su American Heart Journal) in cui avevamo dimostrato che la probabilità di sopravvivenza da arresto cardiaco è nettamente maggiore quando sul posto intervengono per primi i laici (52%) rispetto a quando interviene per prima l’ambulanza (19%), a causa di un minore tempo di arrivo sul posto”.

Negli anni aumentando il numero dei DAE posizionati nei luoghi pubblici (impianti sportivi, strade, piazze, chiese) è aumentato il numero dei DAE/n° di abitanti passando da 1:1666 a 1 ogni 325 abitanti (dato attuale), ed è proprio grazie a questo che i cittadini utilizzano di più i DAE posizionati nei luoghi pubblici in caso di bisogno: “Questo significa che i DAE nei luoghi fissi “servono” e vengono utilizzati sempre di più aumentandone il numero. Ad oggi il 64% delle persone salvate da arresto cardiaco prima dell’arrivo dell’ambulanza è dovuto all’intervento dei DAE pubblici”.

“Questi risultati – conclude la dottoressa Novara – ci spingono a voler ulteriormente migliorare il rapporto DAE/n° abitanti per aumentare ancora di più la sopravvivenza da arresto cardiaco, e proprio in questo contesto si inserisce il progetto del quartiere cardioprotetto di viale Dante che porteremo avanti con ancora più convinzione. Allo stesso modo l’obiettivo è incentivare anche l’utilizzo dell’App DAE Responder, gratuita e scaricabile su smartphone: in questo modo il 118 sarà in grado di allertarvi e chiunque potrà fare il primo soccorso con un DAE”.

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