15 Ottobre 2019
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Comunicato stampa del Consiglio Direttivo: A proposito di assistenza sanitaria sul territorio, 24 luglio 2013

Nelle ultime settimane la discussione sul futuro del 118 si è fatta più animata e più partecipata e si è andata ad aggiungere alle dispute inerenti la possibile riduzione delle sedi di continuità assistenziale ed alla riorganizzazione della assistenza sanitaria territoriale della nostra provincia secondo le direttive regionali. 

Fino ad ora non abbiamo espresso alcun parere nel merito, anche se siamo legittimati a farlo dalla Legge istitutiva del 13 settembre 1946, che all’articolo 3,  comma e, attribuisce al Consiglio direttivo dell’Ordine provinciale il compito di  “dare il proprio concorso alle autorità locali nello studio e nell’attuazione dei provvedimenti che comunque possono interessare l’Ordine od il Collegio”. 

Per questo, allo scopo di informare i cittadini e di contribuire alla individuazione delle migliori soluzioni, offriamo all’opinione pubblica le nostre osservazioni ed i nostri dubbi, e la disponibilità a discuterne in qualsiasi opportuna sede.

Preliminarmente giova ricordare alcuni dati di fatto, documentati e da tutti riconosciuti:

il sistema sanitario nazionale italiano è uno dei migliori nel mondo

il sistema sanitario regionale emiliano romagnolo è uno dei migliori in Italia, per qualità delle prestazioni e per gestione economica

la sanità piacentina ha standard di qualità e di efficienza alti, in linea con quelli regionali

la situazione economica mondiale impone a tutti gli stati una revisione delle spese, per garantire la sostenibilità del sistema

il contenimento della spesa sanitaria è il dichiarato ed obbligato obiettivo di ogni regione e di ogni AUSL, che riceve e riceverà dallo stato italiano, rispetto al passato, minori fondi, ma che si trova e si troverà, inevitabilmente, a gestire malattie e bisogni crescenti, anche a causa del progressivo aumento dell’età media della popolazione

il finanziamento del sistema sanitario pubblico italiano rappresenta una delle maggiori uscite per lo stato, anche se percentualmente inferiore rispetto alla maggioranza degli altri stati europei

La premessa serve per delineare il contesto nel quale viviamo e per sottolineare quanto sia difficile mantenere o migliorare lo standard dei nostri servizi sanitari, aumentandone il numero e riducendone i costi complessivi.

La strategia adottata dalla nostra regione per conseguire questo risultato è quella di aumentare le dimensioni delle strutture che erogano i servizi sanitari: i Nuclei di cure primarie e le Case della salute per  quanto si riferisce alla organizzazione dei medici di famiglia, l’accorpamento degli attuali punti di continuità assistenziale, la creazione di un’unica centrale operativa del 118 per l’area vasta Reggio Emilia, Parma e Piacenza.

Non si può essere pregiudizialmente contrari al tentativo di razionalizzare la spesa sanitaria, se questo significa mantenere o migliorare l’attuale livello dei servizi con una reale riduzione dei costi, ma è legittimo chiedere che le decisioni siano supportate da una adeguata valutazione della situazione di partenza, dalla analisi delle possibili alternative, dalla motivazione delle scelte. 

Ci sono dati che dimostrano che la assistenza prestata dai medici di famiglia nelle Case della salute è stata più apprezzata e più efficace ed ha effettivamente ridotto gli accessi al pronto soccorso?

La ventilata riduzione delle attuali sedi di continuità assistenziale potrebbe veramente pregiudicare la funzionalità del servizio e mettere a rischio la popolazione residente nei comuni della nostra montagna?                     

Per difendere la qualità e la efficienza del 118 dobbiamo pretendere che la competenza e la esperienza degli operatori piacentini venga riconosciuta ed adeguatamente valorizzata, indipendentemente da dove sarà collocata la centrale operativa.

E poi, qualcuno ci può spiegare perché la scelta dovrebbe cadere su Parma?   Si tratta di criteri professionali, tecnici, economici o solamente politici?

Ci rendiamo conto di avere manifestato molti dubbi e poche certezze, ma è forse meglio avere dei dubbi ai quali cercare delle risposte, che non avere risposte per i dubbi altrui.

A proposito di assistenza sanitaria sul territorio Piacenza e la sua provincia devono esprimersi, nell’interesse dei piacentini di oggi e di domani, al di fuori e al di sopra di schieramenti precostituiti, facendo sentire la loro voce e facendo valere le loro ragioni. 

Apprezziamo e condividiamo la unanime decisione del nostro Consiglio comunale di opporsi a scelte della regione che non sono state condivise e che non sono chiare, ed offriamo tutta la nostra disponibilità a partecipare a qualsiasi iniziativa finalizzata alla tutela della sanità piacentina. 

Il Consiglio Direttivo dell’OMCeO Piacenza 

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