23 settembre 2018
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ENPAM: “Sì al pagamento delle pensioni in cumulo”

“Cumulo contributivo, da oggi ci sono tutte le condizioni perché si paghino le pensioni a chi ha fatto domanda”. E’ quanto scrive il Presidente ENPAM Alberto Oliveti in una lettera indirizzata ai Presidenti degli Ordini dei Medici.

L’Inps – si legge nel testo – ha richiesto alle Casse di pagare presunti maggiori oneri gestionali (fino a 65 euro a pratica), ma questa è una vicenda che riguarda esclusivamente i rapporti tra l’Istituto pubblico e gli Enti di previdenza privati e pertanto potrà essere risolta in separata sede, senza che i pensionati subiscano alcun ulteriore ritardo”.

Il 19 marzo – ricorda Oliveti – “l’Enpam, così come le altre Casse del professionisti, ha firmato la convenzione sul cumulo e l’ha inviata all’Inps per la controfirma. Il testo, nell’interesse dei pensionandi, è stato scritto in modo che si possa dare subito corso alle pratiche. Non c’è quindi alcuna ragione affinché l’Inps non cominci a mettere in pagamento le pensioni”.

“Ricordo – conclude – che le Casse dei professionisti, a differenza dell’Inps, non ricevono finanziamenti da parte dello Stato per pagare i maggiori oneri derivanti dal cumulo né può metterli a carico degli iscritti come invece chiede l’Istituto pubblico. Peraltro il cumulo trae riferimento dalla totalizzazione che per prassi ultradecennale, non prevede questi costi. Paradossalmente, la proposta INPS sottoporrebbe ora a tariffa anche quest’ultima”.

Il comunicato stampa di ADEPP (Associazione Enti Previdenziali Privati) – Le Casse dei professionisti hanno firmato oggi (19 marzo, ndr) le convenzioni sul cumulo e le hanno inviate simultaneamente via pec all’Inps, rimuovendo l’ultimo ostacolo formale al pagamento degli assegni a chi ha già fatto domanda.

“Con quest’atto le Casse intendono togliere ogni alibi all’Istituto pubblico, che da mesi sta ritardando l’adempimento di una legge. Se l’Istituto continuerà a non pagare, d’ora in poi gli interessati potranno azionare eventuali rimedi giudiziari nei confronti dell’Inps”, precisa l’Adepp.

Il documento firmato prevede che le Casse si facciano carico delle quote di pensione di propria competenza e degli stessi oneri già previsti per le pensioni in totalizzazione. Le condizioni cioè sono identiche a quelle previste dalla convenzione già esistente con l’Inps e pacificamente in vigore dal 2007. Quest’anno l’Inps aveva invece avanzato la pretesa di addebitare un importo fino a un massimo di 65,04 euro per ogni pratica di cumulo. Non solo: l’istituto chiedeva di mettere a pagamento anche le pratiche di totalizzazione, che sono state sempre gratuite.

Secondo le Casse queste pretese non hanno fondamento. Infatti a seguito dell’estensione del cumulo alle casse professionali, lo Stato ha riconosciuto all’Inps un maggior finanziamento che, a regime, raggiungerà l’importo di 89milioni di euro all’anno. “Queste risorse sono finanziate con le tasse pagate da tutti i contribuenti italiani, compresi i professionisti e le loro Casse. Sarebbe una discriminazione inaccettabile imporre ai nostri iscritti di pagare lo stesso costo due volte”, dichiara il presidente dell’Adepp Alberto Oliveti.

Inoltre le Casse, per rispettare la legge, hanno già accettato di accollarsi i maggiori costi pensionistici derivanti dal cumulo, senza ricevere alcun ristoro da parte dello Stato, e non hanno nemmeno chiesto all’Inps di rimborsare loro i costi amministrativi che dovranno sostenere per istruire le pratiche di pensione anche per le quote di competenza dell’istituto pubblico.

Infine non è chiaro a cosa dovrebbero servire questi 65,04 euro, visto che gli uffici Inps li hanno chiesti per coprire dei costi che l’istituto dovrebbe comunque sostenere se l’iscritto non facesse domanda di pensione in cumulo ma chiedesse la pensione per via ordinaria (Le motivazioni addotte da Inps sono: “informazioni sulle eventuali variazioni pensioni”, “richiesta cambio ufficio pagatore”, “cessione del quinto”, “pignoramenti”, “altre attività legate alla circostanza che il pagamento sia gestito da Inps”.). “Se l’Inps ha così tanti problemi a gestire le pensioni in cumulo, le Casse si offrono volontarie per pagarle loro gratuitamente”, dichiara Oliveti.

Le ragioni della “Tassa Boeri” sarebbero altre. In una lettera aperta inviata venerdì ai professionisti italiani, il presidente dell’Inps ha messo nero su bianco che le maggiori risorse servirebbero, ad esempio, ad assumere nuovi funzionari per accelerare il pagamento delle pensioni ex Inpdap. Cioè per scopi che nulla hanno a che vedere con le pensioni in cumulo dei professionisti. Nella lettera Tito Boeri ha anche ammesso che la procedura informatica per la gestione del cumulo, che era stata annunciata per i primi di marzo, non è stata pubblicata per via dei 65 euro.

L’Adepp aveva già sollecitato l’Inps a dare il via al cumulo accantonando la questione del pagamento di eventuali costi gestionali, che Inps e le Casse potranno definire successivamente tra di loro, eventualmente anche per via giudiziaria.

La posizione INPS – Comunicato stampa – L’Inps è stato fra i primi a sottolineare l’assurdità delle penalizzazioni subite dai lavoratori mobili in ambito pensionistico e, nel corso dell’ultimo anno, si è molto impegnato per trovare un punto di incontro con le Casse professionali al fine di dare attuazione alla legge sul cumulo garantendo ai lavoratori di poter pienamente fruire del diritto ma, al tempo stesso, evitando aggravi sui conti degli Enti previdenziali privati.

A seguito della situazione di impasse verificatasi riguardo al mancato accordo fra Inps e Casse professionali sulla divisione dei costi di gestione delle pensioni pagate in regime di cumulo, l’Inps, al fine di evitare ulteriori lungaggini per i lavoratori coinvolti, sta inviando alle Casse un nuovo testo di convenzione.

Questo testo prevede una modifica dell’articolo che riguarda i costi, da dividere in base alla quota di pensione erogata da ciascun ente. In particolare, il testo rimette ad una commissione di esperti la determinazione dell’importo da dividere e lascia alle parti, in caso di mancata identificazione dell’importo nei tempi previsti, la possibilità di adire al giudice.

Il nuovo testo di convenzione permette da subito di sbloccare i pagamenti e di lasciare che le parti risolvano le difficoltà burocratiche in un secondo momento, senza che questo abbia ulteriori ripercussioni sui professionisti coinvolti.

L’Istituto ha presentato ai gruppi tecnici delle Casse la piattaforma informatica per la gestione delle prestazioni in cumulo e pertanto confida in una rapida stipula della convenzione per procedere alla liquidazione delle prime pensioni. (Foto www.enpam.it)

Leggi anche: Previdenza: convenzione Adepp – Inps, via al cumulo gratuito per i professionisti

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