18 Giugno 2021
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Bilancio consuntivo 2020 di ENPAM, l’OMCeO Piacenza si astiene

L’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Piacenza ha espresso voto di astensione sul Bilancio consuntivo 2020 dell’ENPAM, approvato sabato 24 aprile 2021 dall’Assemblea nazionale della Fondazione con 165 voti a favore, 4 astenuti e uno contrario e chiuso “con un utile d’esercizio positivo pari a circa 1,221 miliardi di euro”.

“Il patrimonio netto – riferisce una nota dell’Ente – è cresciuto del 5,5 per cento rispetto al 2019, toccando quota 24 miliardi di euro, un risultato che raggiunge quota 26 miliardi se calcolato a valori di mercato. La gestione degli investimenti dell’ente ha fatto registrare un risultato netto positivo superiore a 435 milioni di euro, tra gestione patrimoniale mobiliare e immobiliare. Nel 2020 la Fondazione ha avuto ricavi da contributi previdenziali per circa 3,235 miliardi di euro e ha erogato prestazioni per un totale di circa 2,383 miliardi di euro. Questo ha comportato un saldo positivo della sola gestione previdenziale uguale a circa 852 milioni di euro. Si tratta di un valore in calo rispetto a quello del 2019, quando l’analogo saldo era stato pari a poco più di un miliardo di euro. Questo perché le prestazioni hanno subito un aumento di circa 414 milioni di euro su tutte le gestioni”.

Sulla base della relazione del consulente tecnico Dott. Massimo d’Amato (in allegato a fondo pagina), al quale l’OMCeO Piacenza dal 2012 affida la lettura dei dati contabili, Augusto Pagani, Consigliere delegato ENPAM, ha espresso all’Assemblea la propria intenzione di voto, quella dell’astensione, evidenziando che anche quest’anno i criteri utilizzati per la redazione del bilancio sono stati ritenuti “non sufficientemente prudenti” e l’informativa relativa ad alcune operazioni “non sufficiente”.

“La gestione del patrimonio finanziario ed immobiliare che emerge dai dati del bilancio – scrive in particolare D’Amato nella sua relazione – continua a essere poco chiara ed intellegibile, e resta difficile distinguere quanto di positivo e quanto di negativo vi sia stato nella gestione”. “Il vero segnale di allarme, da sempre evidenziato – rimarca in un altro passaggio -, risiede nel differenziale tra le entrate e le uscite previdenziali. L’aumento dell’avanzo di gestione previdenziale è legato esclusivamente all’applicazione di percentuali contributive sempre più alte che i medici pagano all’ENPAM. Le aliquote contributive sono aumentate anche nel 2020. Per tenere i conti a posto l’Ente ha proseguito la marcia, iniziata quattro anni fa, di aumentare le “tasse” pagate dagli iscritti per poter, in un lontano futuro, andare in pensione”.

A questo proposito Pagani, intervenendo nel corso dell’Assemblea Generale, ha voluto commentare la tabella che evidenzia come negli ultimi 10 anni i pensionati siano aumentati del 55%, gli iscritti del 10% (compresi gli studenti), i contributi del 51% e le pensioni del 89%: “Dati – sottolinea – che inequivocabilmente confermano come la tanto temuta gobba previdenziale sia arrivata, incida pesantemente su entrate e uscite previdenziali e potrebbe rappresentare un rischio per la sostenibilità dell’Ente se non venisse attentamente e frequentemente monitorata”. Per questo ha chiesto di sapere “quando finirà la gobba previdenziale, perchè da ciò dipende il futuro dell’ENPAM e sulla base di dati certi ed aggiornati bisogna adottare le opportune strategie e prendere le decisioni con la necessaria tempestività”.

In conclusione del suo intervento, nel quale ha espresso “soddisfazione ed apprezzamento per i servizi assistenziali ordinari e per quelli messi in campo dall’ente per l’emergenza Covid 19, resi dagli addetti con professionalità, cortesia e tempestività”, Pagani è tornato a chiedere che Presidente, CdA e Assemblea provvedano ad una “ulteriore e più sensibile riduzione dei compensi degli amministratori, che nonostante la recente riduzione del 10% sono ritenuti inadeguati ed eccessivi”.

LA RELAZIONE DEL DOTT. D’AMATO

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