22 Agosto 2019
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Attività 2012-2014

ENPAM

Il Consiglio Direttivo ha deciso all’inizio del proprio mandato di affidare la lettura dei documenti contabili della Fondazione ENPAM al proprio consulente Dott. Massimo d’Amato, ritenendo che non fosse né ragionevole né prudente assumersi la responsabilità, privi di specifiche competenze professionali, di esaminare un bilancio di circa 15 miliardi di Euro dettagliato in oltre 300 pagine di dati, sul quale poi dareuna valutazione ed esprimere un voto in nome e per conto dei propri iscritti.

Sulla base della relazione del proprio consulente il Consiglio Direttivo ha dunque assunto e motivato le proprie decisioni in occasione dei Consigli Nazionali nel corso dei quali si sono discussi i bilanci della Fondazione ENPAM.

Non abbiamo approvato i bilanci consuntivi del 2011, del 2012 e del 2013, né quelli preventivi del 2013 e del 2014.

Non ci siamo limitati alla analisi dei bilanci, ma abbiamo cercato risposte e sollecitato il confronto sulle questioni aperte, come ad esempio sullo Statuto, approvato nel giugno scorso senza il nostro voto.

Abbiamo partecipato a convegni sulla previdenza organizzati da altri Ordini ed abbiamo a nostra volta organizzato due convegni, nell’ottobre 2012 e nel settembre 2013, per dare agli iscritti una informazione puntuale e completa delle diverse opinioni e proposte.

Proprio per questo il 5 novembre 2012 il Presidente dell’OMCeO Piacenza, Augusto Pagani, mette nero su bianco le sue preoccupazioni in merito alla gestione del nostro Ente previdenziale, a disposizione degli iscritti nell’area riservata del sito.

Il 2 giugno 2014 la trasmissione televisiva “Report” manda in onda un servizio dal titolo “Cassa continua”, che si occupa delle Casse di previdenza dei liberi professionisti, fra le quali l’ENPAM. 

Il 9 giugno 2014 sul sito dell’ENPAM viene pubblicato un dossier dal titolo “Sopaf e report: facciamo chiarezza” ed il 17 giugno 2014 un secondo dossier dal titolo “La favola dei 100 mila e i buchi nella cinta”. 

Il 25 giugno scorso il Consiglio decide di pubblicare sul sito dell’OMCeO Piacenza la relazione tecnica del Dott. D’Amato e la propria delibera di voto negativo al bilancio consuntivo 2013 della Fondazione ENPAM.  

In analogia con quanto fatto dall’ENPAM, in coerenza con la decisione di informare gli iscritti, pubblichiamo ora sul nostro sito una sintesi commentata ed i documenti ufficiali, organizzati per argomento ed in ordine cronologico, che possono aiutare alla comprensione dei fatti.

 

1. I motivi del nostro voto negativo al bilancio consuntivo 2011-2012 e 2013.

Come già anticipato i motivi del voto negativo dell’OMCeO Piacenza  ai bilanci della Fondazione ENPAM sono dettagliati nelle relazioni tecniche del consulente Dott. Massimo d’Amato (2011 – 2012  2013) e nella relazioni del Presidente Dott. Augusto Pagani (2011 – 2012 – 2013) ai Consigli Nazionali ENPAM nel corso dei quali sono stati discussi i bilanci stessi.

Le critiche si riferiscono sostanzialmente all’utilizzo di criteri non sufficientemente prudenti nella redazione dei bilanci, nella insufficiente riduzione dei costi di gestione, nella mancanza della informativa necessaria ad analizzare compiutamente la situazione della Fondazione, nell’utilizzo di particolari e non condivisibili metodi di contabilizzazione, nella inefficace gestione del cospicuo patrimonio mobiliare ed immobiliare, il cui rendimento è stato ritenuto inadeguato e insoddisfacente.

 

2. Dalla unanimità al dissenso: cosa è successo dal 2003 al 2011 ? 

Nel 2003 il Ministro del Lavoro Maroni sollecitò le Casse di previdenza a provvedere ad una riforma che mettesse in sicurezza i contributi previdenziali degli iscritti e desse garanzia di equità contributiva alle future generazioni, sostenendo che “i buoni dati dei bilanci mascheravano l’elevato debito pensionistico latente che era maturato per un sistema di gestione finanziaria, a ripartizione, e per un sistema del calcolo delle prestazioni, il retributivo, che troppo concede ai pensionati trasferendo l’onere sulle generazioni future, per cui era prevedibile, fra il 2020 e il 2030, il progressivo squilibrio tra entrate ed uscite ed il successivoazzeramento dei patrimoni delle Casse”. 

Allora il Dott. Oliveti, Consigliere ENPAM, sul Giornale della Previdenza n.7 del 2003, affermava “sono già allo studio interventi per anticipare, e quindi rendere meno gravosa, una manovra di stabilizzazione della gestione per lungo periodo”.

Pochi mesi dopo, 16 settembre 2003, il Prof. Parodi, Presidente dell’ENPAM, indirizzava una preoccupata lettera ai Presidenti di Ordine per preannunciare la necessità di adottare correttivi non più procrastinabili per evitare instabilità nel lungo periodo, allegando il rapporto sul quadro normativo e finanziario e sulle prospettive di riforma dell’ENPAM effettuato dallo studio legale tributario Treu e dallo studio attuario Orrù, ai quali aveva affidato l’incarico.

Nel 2005, nel 2006 e nel 2007 il Dott. Mele, Delegato dell’Ordine di Pistoia, ribadisce al Consiglio Nazionale ENPAM le proprie preoccupazioni per il futuro, sostenendo che nonostante i dati positivi del bilancio ci si doveva preoccupare da subito della sostenibilità nel lungo periodo.

Ancora nel 2007 il Dott. Oliveti, Consigliere ENPAM ritiene invece che l’unico grande problema per il futuro sia rappresentato dall’aumento degli anni di stabilità di gestione richiesti alle Casse di previdenza con la Finanziaria 2007, sostenendo che questo squilibrava un sistema in cui le pensioni erano pagate per quota parte con i flussi contributivi e per quota parte con i proventi patrimoniali.

Che questo fosse una mezza verità, o forse meno di mezza, è dimostrato dai dati di bilancio relativi al rendimento del patrimonio, che purtroppo contribuiscono solo in minima parte al pagamento delle pensioni, e dalla dinamica demografica dei medici, che conferma le ragioni di chi aveva chiesto, fin dal 2003, provvedimenti forti e tempestivi; ed infatti nel 2008 lo stesso Dott. Oliveti riconosce che nonostante l’ottimo bilancio consuntivo, esistono timori sulla tenuta nel tempo dell’ENPAM, sia per l’esodo pensionistico di tanti medici nei prossimi anni, sia per la crescente aspettativa di vita ed il mutato rapporto fra contribuenti e pensionati. 

Nel giugno del 2009 il Dott. Pizza, da quattro anni Presidente dell’Ordine di Bologna, interviene per la prima volta in sede di Consiglio Nazionale per chiedere chiarezza e prudenza e per avere informazioni in merito ad operazioni riferite dai giornali di cui i consiglieri non avevano avuto sufficienti informazioni.

Nel novembre dello stesso anno la Relazione dei Revisori dei conti relativa al bilancio di previsione 2010, a pagina 6, raccomanda agli Amministratori ed al Consiglio Nazionale “di proseguire nel puntuale monitoraggio degli investimenti del patrimonio dell’Ente e di monitorare con ogni mezzo disponibile il buon funzionamento del Fondo Immobiliare Ippocrate che rappresenta una consistente parte del patrimonio non gestito direttamente dalla Fondazione”.

Considerazioni riportate e commentate dalla Corte dei Conti nella relazione depositata il 14 aprile 2011 relativa alla gestione finanziaria degli esercizi 2008 e 2009 della Fondazione ENPAM, nelle cui conclusioni si legge che:

“il forte incremento degli investimenti mobiliari diretti iscritti nell’attivo di bilancio deve essere depurato dell’importo iscritto nei risconti passivi che corregge per circa 630 milioni il valore degli investimenti in titoli di stato. Si tratta di una scelta di rendicontazione contabile sulla quale né il Collegio sindacale né la Società di revisione hanno formulato obiezioni, ma che rischia di rendere meno leggibili le scelte di investimento compiute.”

“Ad evitare che il risultato finale del 2008 fosse in ancor più forte peggioramento rispetto all’anno precedente hanno concorso 340 milioni di proventi straordinari; oltre alcune voci minori, questo importo è stato determinato da 136 milioni di plusvalenze derivanti dalla alienazione di immobili, nonché da 208 milioni di sopravvenienze attive conseguenti all’adozione di un criterio di contabilizzazione dei contributi previdenziali più corrispondente alla competenza ed esplicitamente sollecitato dal Collegio sindacale.”

“In confronto a questi risultati economici nel complesso confortanti, destano invece serio allarme le conclusioni cui giungono i nuovi bilanci tecnici, aggiornati a fine 2009, redatti per ciascuno dei fondi previdenziali gestiti dalla Fondazione. Ne emerge una situazione economico finanziaria che diviene instabile entro un lasso di tempo piuttosto breve. Nel totale dei Fondi gestiti, le uscite previdenziali eccederanno i contributi già nel 2020. Anche aggiungendo alle entrate contributive le altre entrate derivanti dai redditi patrimoniali, e aggiungendo alle uscite le spese di assistenza e le spese amministrative, si giunge a una situazione di disavanzo a partire dal 2022. Il patrimonio rimane superiore a cinque volte le uscite correnti per pensioni fino al 2023; da allora diviene insufficiente rispetto al vincolo citato, e diviene addirittura negativo a partire dal 2032. Alla fine del 2040 il patrimonio sarebbe negativo per oltre 26 miliardi.”

“In riferimento alla gestione amministrativa, va ricordata la vicenda relativa all’adeguamento del modello organizzativo della Fondazione alle disposizioni recate dal d.lgs n. 231/2001. Nel gennaio 2008 è stato approvato lo statuto del relativo Organismo di Vigilanza, che si è effettivamente insediato nel maggio 2008. Nel maggio 2009 ha prodotto la propria relazione annuale, nella quale, dopo aver manifestato forti perplessità, concludeva dichiarando di non essere in grado di pronunciarsi su due settori decisivi dell’attività della Fondazione, quali il Servizio investimenti e gestione finanziaria e il Dipartimento del patrimonio immobiliare. Appena un mese dopo l’OdV correggeva la propria valutazione, rendendo un giudizio sostanzialmente positivo sulle due strutture appena citate. Ancora pochi mesi, e nel settembre del 2009 il Consiglio di Amministrazione deliberava di revocare il mandato all’Organismo di Vigilanza. Infine, nel settembre 2010, il Consiglio di Amministrazione ha approvato le linee guida relative al “Sistema Integrato di Controllo per la Fondazione Enpam”, istituendo fra l’altro, in via sperimentale per un anno, un Comitato di controllo interno. La vicenda è invero singolare; la Corte rappresenta l’esigenza che alla fine dell’anno di sperimentazione le nuove scelte siano sottoposte a una valutazione attenta e ponderata.”

Il 26 febbraio 2010 il Dott. Pizza, nel suo intervento al Consiglio Nazionale FNOMCeO, riferisce dei propridubbi e delle criticità riscontrate nel bilancio consuntivo dell’ENPAM, dei timori relativi a quanto affermato dai Revisori dei Conti al CN ENPAM di pochi mesi prima ed aggiunge di non avere ricevuto dall’ENPAM alcun chiarimento, indispensabile per allontanare i dubbi relativi alla poca trasparenza, alla redditività mantenuta artificialmente elevata, agli interventi di ristruttturazione troppo frequenti, alla eccessiva esposizione a titoli di credito, alla eccessiva complessità dei titoli.

Il 16 marzo 2010 il Dott. Pizza scrive al Presidente Parodi per ribadire le proprie idee e proposte per la gestione finanziaria dell’ENPAM.

Il 28 maggio 2010 il CdA dell’ENPAM affida alla società SRI Capital Advisers Ltd l’incarico di “Analisi del portafoglio di attività mobiliari della Fondazione ENPAM”.

Il rapporto viene consegnato nel dicembre 2010 al Presidente Prof. Parodi, ai vice Presidenti Dott. Oliveti e Dott. Malagnino ed al Direttore Generale Dott. Volponi, ma non al CdA che lo aveva commissionato.

Viene invece inoltrato all’Advisor interno Mangusta Risk, che a sua volta cita in giudizio SRI Capital per concorrenza sleale.  

Il Dott. Di Lascio ed il Prof. Sciacchitano, membri del CdA, chiedono ripetutamente che il rapporto venga loro messo a disposizione, in quanto componenti del CdA; una volta ottenuto il rapporto, valutate le criticità in esso contenute e considerato il silenzio dei vertici dell’ENPAM, ritengono doveroso fare una segnalazione dei fatti alla Magistratura, iniziativa assunta il 18 maggio 2011 insieme ai Presidenti degli OMCeO di Catania Prof. Cirino, di Bologna Dott. Pizza, di Latina Dott. Righetti e di Potenza Dott. Mazzeo Cicchetti con atto di esposto inoltrato alla Procura della Repubblica di Roma, alla Procura della Repubblica Presso la Corte dei Conti Regione Lazio ed alla Commissione Parlamentare di controllo degli enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza sociale.  

Il 1 giugno 2011 i suddetti colleghi scrivono ai Presidenti degli Ordini provinciali per spiegare le ragioni della loro iniziativa. 

Il 15 giugno 2011 la Consulta degli Specialisti Esterni “sfiducia” il proprio Delegato nel CdA ENPAM, Prof. Sciacchitano, “non riconoscendosi nella condotta recentemente tenuta dallo stesso, con particolare riguardo all’iniziativa di un esposto-denuncia che lede l’immagine della Fondazione e provoca gravi danni non solo morali”.

Il 25 giugno 2011 si svolge un contrastato Consiglio Nazionale, nel corso del quale diversiPresidenti (MazzeoPantiFalconi 1, Falconi 2, Falconi 3RaveraDi Lascio, RighettiPaci) lamentano la gestione poco trasparente e la insufficiente informazione fornita dai vertici dell’ENPAM e per la prima volta il Bilancio consuntivo (relativo alla gestione 2010) viene approvato con 6 voti contrari, con tre astenuti, con due uscite dall’aula per non partecipare al voto e con  il rifiuto di voto di un consigliere presente in sala.

 

3. Le divergenze di opinione dell’ultimo triennio 2012-2014

Il Bilancio consuntivo del 2011 è stato approvato il 30 giugno 2012 con 90 voti a favore, 9 contrari ed 1 astenuto.

Il Bilancio consuntivo del 2012 è stato approvato il 29 giugno 2013 con 94 voti a favore e 10 contrari.

Il Bilancio consuntivo 2013 è stato approvato il 28 giugno 2014 con 88 voti a favore, 8 contrari e 3 astenuti.

Dal 2003 al 2010 nessun consigliere aveva mai votato contro il Bilancio dell’ENPAM, e si erano registrate solamente le astensioni di Milano per il 2005 e di Ferrara e Milano per il 2008.  

Nell’ultimo triennio 2012-2014 le divergenze di opinioni e di giudizio si sono evidenziate anche su altri argomenti di discussione, quali ad esempio i compensi degli amministratori e lo Statuto.

Per quanto si riferisce al primo punto e pur riconoscendo che dal 2005 ad oggi i compensi sono stati ridotti (del 10% nel 2011 e del 20% nel 2014), è nostra opinione che la riduzione avrebbe potuto e dovuto essere più tempestiva e più consistente, come in diverse occasioni si è proposto al Consiglio Nazionale con diverse mozioni proposte dall’Ordine di Latina nel giugno 2011, dagli Ordini di Milano, Bologna, Ferrara, Piacenza, Potenza, Latina, Ascoli Piceno e Trapani nel giugno 2013 ed infine dall’Ordine di Ascoli Piceno nel novembre 2013.

Tutte le succitate mozioni furono rigettate, ed approvate invece quelle degli Ordini di Firenze, Sondrio, Como, Lecce, Padova e Avellino del giugno 2011, degli Ordini di Bergamo, Lecco, Vercelli, Cremona, Monza, L’Aquila, Agrigento, Chieti, Como, Pavia, e degli Ordini di Agrigento, Benevento, Bergamo, Cagliari, Campobasso, Cremona, Como, Cuneo, Imperia, Monza, Oristano, Pavia, Ragusa, Rovigo, Savona, Venezia, Vercelli, Vibo Valenzia del novembre 2013, che avevano proposto di rinviare la discussione ad un momento successivo. 

Le indennità degli organi collegiali dell’ENPAM sono pubblicate sul sito della Fondazioneal www.enpam.it e chiunque può verificare l’ammontare delle indennità di carica del Presidente, del Vice Presidente vicario, del Vice Presidente, dei Consiglieri e dei membri del Collegio sindacale; allo stesso modo si può verificare l’importo del gettone di presenza e della indennità di trasferta spettanti a tutti i componenti degli organi collegiali e consultivi.

Il totale dei compensi percepiti dai membri degli organi collegiali possono invece essere desunti dai corposi bilanci dell’Ente, e per quanto si riferisce all’anno 2011 il Presidente e i due Vice Presidenti dovrebbero avere percepito mediamente 256.000 euro ciascuno, senza tenere conto dei compensi percepiti da società partecipate o controllate, quale ad esempio ENPAM Real Estate.

Bisogna tener conto che tali compensi sono comprensivi delle spese di trasferta, che non è semplice scorporare dal totale, e proprio per questo auspichiamo che la trasparenza e la correttezza degli amministratori consentirà presto a tutti gli iscritti una facile e completa lettura dei dati contabili.

Fino a quel momento continueremo ad esercitare il nostro diritto dovere di controllo e di critica, chiedendo conto di tutto ciò che non capiamo o che non condividiamo, come abbiamo fatto in questo triennio, da soli o insieme ad altri Ordini, all’interno ed all’esterno degli Organi collegiali, ma sempre nell’ambito delle responsabilità e competenze del ruolo e dell’incarico e sempre a doverosa tutela degli interessi dei nostri iscritti. Come abbiamo fatto in diverse occasioni insieme ad altri Ordini professionali (uno, duetrequattrocinque). 

Il Consiglio Direttivo dell’OMCeO Piacenza

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