21 aprile 2018
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Tagli e appropriatezza, la FNOMCeO: “Aperti al confronto, ma proseguiamo la battaglia”. Il 21 ottobre gli Stati Generali della Professione medica e odontoiatrica

Dai tagli alla sanità, al decreto sull’appropriatezza: la FNOMCeO annuncia con un comunicato ufficiale la convocazione, il prossimo 21 ottobre a Roma (leggi QUI), degli Stati Generali della Professione medica e odontoiatrica, insieme ad una manifestazione nazionale in programma a novembre. 

“La convocazione degli Stati Generali della Professione medica ed odontoiatrica – si legge nella nota della Federazione – intende dare vita ad una piattaforma professionale che nel rilancio del SSN veda lo strumento per restituire, ai medici, il ruolo dovuto alla lunghezza del percorso formativo ed alla centralità del lavoro che svolgono e, ai cittadini, una esigibilità piena del diritto costituzionale”.

Fra i punti considerati più critici quello del decreto ministeriale “sulle condizioni di  erogabilità di 208 prestazioni a carico del SSN”. La Fnomceo ritiene, “non da ora, che la “appropriatezza”  investa il moderno esercizio professionale medico ed odontoiatrico ed in generale sanitario, trovando grande spazio nel codice di deontologia medica. Il suo perseguimento, però, non si ottiene per legge paventando punizioni per chi non lo applica ma valorizzando – e non umiliando – i professionisti”.

“I Medici – prosegue la Federazione – devono lavorare in autonomia, libertà e responsabilità, se si vuole tutelare il diritto costituzionale alla salute dei pazienti, perseguire il miglioramento delle cure e porre in equilibrio questi valori con una più efficiente allocazione delle risorse”.  

“L’Italia è il paese dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) dove la tutela della salute assorbe la minore spesa globale, sia pro capite che in relazione al PIL, associata a risultati in diversi aspetti  migliori, un paradosso di cui dovremmo essere orgogliosi, ottenuto grazie a professionisti della salute prima che dell’economia”. 

“Rimane però l’evidenza di una aumento della spesa “out of pocket” che ci segnala , e ci dovrebbe allarmare, la difficoltà di accesso alle prestazioni sanitarie pubbliche, a causa di quella riduzione delle prestazioni che constatiamo nell’esercizio professionale quotidiano”.

“E’ questa la sanità che si vuole per questo paese?” – si chiede la FNOMCeO -. “I medici italiani, a fronte di un grande spirito collaborativo, sono stati ripagati con limitazione delle competenze, impoverimento numerico e retributivo, espulsione dai processi decisionali, sette anni di blocco del contratto di lavoro e delle convenzioni, blocco del turnover, disoccupazione, precarietà ed emigrazione dei giovani colleghi, turni massacranti, intollerabile confusione e assenza di programmazione coerente nell’accesso alla formazione pre e post laurea, decretazioni che fissano cervellotici obblighi burocratici che aumentano il carico di lavoro a danno dello spazio clinico, mancanza di attenzione al problema della responsabilità professionale, mancata adozione del DPR sui requisiti minimi delle assicurazioni e del fondo di garanzia. Eppure hanno tenuto in piedi la sanità pubblica in tempi avari di risorse e gratificazioni”.

“Occorre – conclude la nota – un sostanziale cambio di paradigma culturale, politico e organizzativo che, a garanzia di un servizio sanitario universalistico, equo, efficace e solidale, definisca un nuovo Patto con la Professione Medica in una nuova cornice giuridica, amministrativa, civile e sociale, attraverso il reclutamento di tutti i medici all’obiettivo di invertire le curve di caduta della qualità e del consenso sociale e della contestuale crescita dei costi.  Un Patto per il quale dichiariamo da subito la nostra disponibilità  consapevole e responsabile, rivendicando il ruolo dovuto a chi esercita una duplice posizione di garanzia verso lo stato e verso i cittadini”.

Il comunicato FNOMCeO

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