19 aprile 2018
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Riforma Titolo V, l’appello di FNOMCeO e sindacati: “La tutela della salute ritorni esclusiva dello Stato”

Pubblichiamo il comunicato con il quale la FNOMCeO e i sindacati medici rivolgono un appello ai senatori chiamati a votare sull’art. 31 che modifica l’art. 117 della Costituzione. ”Riportare la tutela della salute nella legislazione esclusiva dello Stato – scrivono – è l’unica possibilità per garantire livelli uniformi di assistenza a tutti i cittadini italiani”.  

L’appello è affinchè ”non vengano approvati emendamenti riduttivi della potestà legislativa esclusiva dello Stato, riguardanti la tutela della salute e le politiche sociali e della facoltà di intervento sostitutivo da parte dello Stato”.

IL COMUNICATO – La FNOMCEO ed i sindacati medici rivolgono un appello ai senatori che nei prossimi giorni saranno chiamati a votare sull’art. 31 che modifica l’art. 117 della Costituzione, affinché non vengano approvati emendamenti riduttivi della potestà legislativa esclusiva dello Stato, riguardanti la tutela della salute e le politiche sociali e della facoltà di intervento sostitutivo da parte dello Stato.

Il testo approvato dalla Camera non soddisfa pienamente le aspettative del mondo medico; gli stessi dati riportati dal Primo Ministro in Parlamento dimostrano l’esplosione della spesa sanitaria subito dopo la riforma del Titolo V approvata nel 2001, accompagnata da deficit enormi in molte Regioni che hanno costretto i cittadini a subire aumenti di tasse ed un peggioramento dei servizi, senza corrispondenti modifiche organizzative e strutturali necessarie a far recuperare efficienza al sistema.

Oggi noi assistiamo a venti Sistemi Sanitari Regionali, ognuno con un proprio modello, con tentativi di attribuire regionalmente competenze diverse alle singole professioni sanitarie, con una frammentazione dei servizi e delle modalità erogative degli stessi che stanno minando l’universalità del SSN.

I medici italiani si oppongono a questa deriva localistica che impedisce allo Stato di intervenire fattivamente in quelle Regioni nelle quali il malgoverno e la cattiva politica non  garantiscono i LEA ai cittadini e costringono ad estenuanti trattative in Conferenza Stato Regioni, che spesso bloccano per anni provvedimenti importanti per rinnovare il SSN.

Il testo di modifica dell’art. 117 non è perfetto, ma almeno riporta alcuni poteri allo Stato. Senatori, non perdiamo quest’occasione unica per poter garantire livelli uniformi di assistenza a tutti i cittadini italiani, potrebbero non esservene altre.

 

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