20 ottobre 2018
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III Conferenza Nazionale della Professione Medica e Odontoiatrica

Si svolgerà a Rimini dal 19 al 21 maggio la III Conferenza Nazionale della Professione Medica e Odontoiatrica: “GUARDIAMO AL FUTURO: QUALE MEDICO, QUALE PAZIENTE, QUALE MEDICINA NEL SSN?”, questo il titolo dell’evento al quale sono attesi 600 partecipanti, tra Medici, Odontoiatri, Associazioni di professionisti e di pazienti, Società Scientifiche, Organizzazioni Sindacali, Politici, Giornalisti, Opinion Leaders; 160 le persone coinvolte nelle due Tavole Rotonde di Apertura e di Chiusura e nei 24 Workshop di Medici e Odontoiatri, con 106 Presidenti d’Ordine e altrettanti Presidenti Cao impegnati nei rispettivi Consigli Nazionali.

Alla Conferenza Nazionale interverranno anche il Presidente di OMCeO Piacenza Augusto Pagani, che prenderà parte alla tavola rotonda conclusiva, e Giuseppe Miserotti, Vice-Presidente Nazionale ISDE Italia e Membro Commissione per l’Ambiente, Salute e Sviluppo OMCeO Piacenza, che parteciperà come relatore al Workshop “Quale paziente” in programma venerdì mattina.

“Come simbolo delle nostre Conferenze Nazionali, a partire dalla prima, quella di Fiuggi del 2008, per proseguire con quella di Roma, nel 2010, abbiamo sempre scelto lo stesso ponte – ha presentato l’evento la Presidente della Fnomceo, Roberta Chersevani – : questo per rappresentare il legame tra medico e paziente, ma anche la strada verso il futuro. E poi perché la medicina stessa è un ponte, e il medico è il mediatore nel passaggio tra la malattia e la salute, tra la sofferenza e il benessere”.

“Siamo protagonisti di cambiamenti tumultuosi, nella scienza, nella medicina, nella società” ha aggiunto il Vicepresidente della Fnomceo, Maurizio Scassola, che ha invitato a “fermarsi e riflettere, aprendo questo confronto all’esterno, a tutti gli stakeholders, dai politici, ai giornalisti, ai cittadini”.

E proprio per rendere i medici protagonisti e non soggetti passivi del cambiamento, il Segretario della Fnomceo Luigi Conte ha lanciato il “Decalogo del Medico del Futuro”.

“Senza pretesa di esaustività – si legge – il medico in Italia nei prossimi anni dovrebbe essere:
– proattivo nell’affrontare l’innovazione, partendo dalle proprie radici;

– detentore di competenze professionali che continuamente sviluppa e mantiene aggiornate;

– detentore di un metodo scientifico e attento alla produzione di nuove conoscenze;

– attento alla dimensione etica quotidiana della professione, partendo dall’adesione alle pratiche raccomandate e sostenute da evidenze scientifiche;

– capace di esercitare una leadership professionale rispetto a colleghi, professionisti, pazienti e persone assistite;

– cosciente del proprio ruolo sociale e politico: il fatto di poter intervenire sulla salute e sulla vita conferisce un “potere” di “tutela e protezione” (advocacy);

– cosciente di essere un attore economico: determina e gestisce risorse economiche ingenti;

– capace di ascoltare e comunicare con la persona nel bisogno in un’unica e irripetibile relazione;

– capace di tenere conto della dialettica tra risposta alla singola persona e quella alla comunità (Public Health);

– attento a perseguire il miglioramento continuo proprio e dell’organizzazione in cui è inserito, oltreché a dimostrarlo.

Il programma completo

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