22 ottobre 2018
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Decreto Appropriatezza, la Circolare del Ministero della Salute: “Nessuna sanzione ai medici nella fase sperimentale”

Una fase di sperimentazione per il “Decreto Appropriatezza”, durante la quale non vi saranno sanzioni per i medici, le restrizioni non si applicheranno ai pazienti oncologici, cronici o invalidi e si procederà al monitoraggio e alla raccolta dei dati sulle criticità e le difficoltà prescrittive.1790 foto 343

Il Ministero della Salute ha firmato la Circolare di chiarimenti sull’applicazione del Decreto ministeriale 9 dicembre 2015, in attesa delle modifiche annunciate dopo l’intesa tra Governo, Regioni e Fnomceo del 12 febbraio scorso.

Il documento contiene indicazioni per i medici prescrittori, per gli specialisti – abilitati o meno alla prescrizione diretta e liberi professionisti – sulle condizioni di erogabilità delle prestazioni.

“Tenuto conto delle osservazioni fatte pervenire dalla Fnomceo – si legge nella premessa – si ritiene condivisibile che la futura revisione del Decreto debba chiarire come la definizione delle “condizioni di erogabilità di prestazioni appropriate” rappresenti un atto programmatorio distinto dall’appropriatezza clinica, attinente alla qualità dell’atto professionale, da valutare con gli strumenti della revisione tra pari e che deve tener conto delle complesse interazioni proprie della relazione di cura”.

Annunciata una fase di sperimentazione delle nuove norme, con l’avvio di un monitoraggio e di una raccolta dati proprio sulle criticità e difficoltà prescrittive.

In questa fase saranno messe in atto una serie di ‘semplificazioni’: in attesa, ad esempio, “dell’adeguamento dei sistemi informatici di supporto alle prescrizioni, i medici non avranno l’obbligo di annotare il codice di fianco alla prestazione”. Inoltre, potranno essere prescritti più esami di laboratorio sulla stessa ricetta “riportando il quesito diagnostico principale relativo alla prescrizione”.

Ove l’odontoiatra e il medico specialista non siano abilitati alla prescrizione diretta, prescriveranno la prestazione su ricetta bianca, curando che siano indicati i propri dati identificativi, secondo quanto previsto dalla normativa regionale e motivandola con riferimento alle condizioni di erogabilità.

In tutti i casi in cui la condizione di erogabilità o indicazione di appropriatezza per una prestazione sia costituita da una “sospetta” patologia o un possibile rischio di patologia (ad esempio rischio cardiovascolare) – evidenzia il Ministero – il medico potrà prescrivere la prestazione in questione anche quando la patologia sia già accertata e il suo andamento debba essere monitorato attraverso la prestazione in questione.

La nota FNOMCeO

Il Decreto Ministeriale 9 dicembre 2015

La nota del Direttore Sanitario Ausl Piacenza

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