17 agosto 2018
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730 precompilato, FNOMCeO: “Stop alla collaborazione con il MEF”

“Stop alla collaborazione con il Ministero dell’Economia e delle Finanze sul 730 precompilato”. E’ la presa di posizione della FNOMCeO sul decreto che introduce sanzioni fino a 50mila euro per i medici in caso di mancata o errata trasmissione dei dati sulla spesa sanitaria dei pazienti, ai fini della dichiarazione precompilata dei redditi con il 730.

“Sanzioni – afferma la Federazione – che lo stesso Ministero aveva assicurato non vi sarebbero state”. “FNOMCeO dice basta – si legge in un comunicato stampa – a provvedimenti imposti ”a fatto compiuto”, senza la consultazione dell’ente di riferimento della professione: non fornirà nel formato richiesto i dati degli Albi per l’accreditamento dei professionisti al Sistema. Né, da parte loro, gli Ordini provinciali svolgeranno alcun ruolo per il rilascio delle credenziali ai singoli iscritti”. Anche OMCeO Piacenza esprime una posizione “molto critica” verso un  provvedimento che introduce una “inaccettabile imposizione”.

IL COMUNICATO STAMPALa FNOMCeO apprende con stupore il contenuto dell’art. 23 del  Decreto Legislativo n. 158/15 relativo al 730 precompilato, pubblicato sulla GU dello scorso 7 ottobre.

In tale Decreto è prevista, in caso di “omessa, tardiva o errata trasmissione” al Sistema Tessera Sanitaria delle fatture rilasciate ai pazienti, la sanzione di 100 Euro per ogni mancato od erroneo invio, sino ad un massimo di 50.000 Euro. E lo stupore per il provvedimento è tanto maggiore se si pensa che era stato lo stesso ministero dell’Economie e della Finanze a convocare la FNOMCeO, per comunicare – anche questo a decisioni ormai prese – l’obbligo e le modalità di trasmissione, e a richiedere la collaborazione della Federazione per l’invio nel formato opportuno dei  dati degli iscritti agli Albi e quella degli Ordini provinciali per il rilascio delle credenziali ai professionisti.

In quest’occasione, proprio il Ministero assicurava che non vi sarebbero state sanzioni. A fronte di ciò, FNOMCeO non fornirà alcun dato relativo agli Albi nel formato richiesto: gli Albi sono pubblici e il Ministero li può consultare direttamente sul sito della FNOMCeO. Inoltre, gli Ordini non svolgeranno alcun ruolo nel rilascio delle credenziali per il sistema TS.

C’è da chiedersi se il MEF ritenga che gli studi dei medici e degli odontoiatri dispongano di un apparato amministrativo in grado di sostituirsi a quello dell’amministrazione fiscale; se medici e odontoiatri debbano accollarsi essi stessi l’onere, a fronte di costi già difficilmente sostenibili, o se tale funzione debba essere delegata, a commercialisti esterni, con spese ancora maggiori.

E non si tratta di una questione puramente economica: nel caso il professionista debba occuparsene personalmente, lo farà inevitabilmente sottraendo tempo all’ascolto e alla cura delle persone. E questo non è accettabile.

Ancora una volta la “semplificazione” della pubblica amministrazione viene caricata sulle spalle dei professionisti, a danno dei cittadini che troveranno negli studi medici più spese, più burocrazia e meno tempo per le cure. Tutto questo si aggiunge alle sanzioni del cosiddetto “decreto sull’appropriatezza” (facciata che maschera pesanti tagli delle prestazioni) e al continuo appesantimento burocratico della professione.

È di pochi giorni fa l’obbligo di denuncia telematica all’INAIL per qualunque medico che presti la prima assistenza a un lavoratore infortunato sul lavoro. Tutti questi temi saranno all’Ordine degli giorno degli Stati Generali della professione medica, convocati il prossimo 21 ottobre.

La FNOMCeO chiede l’intervento dei Ministri Padoan e Lorenzin. È davvero arrivato il momento di dire basta.

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