16 Settembre 2019
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Le medicine non convenzionali

La sempre maggiore necessità di un dialogo con le medicine alternative e di uno specifico quadro legislativo nazionale sulla materia; il ruolo fondamentale della formazione; i bisogni del paziente, che devono essere al centro di qualunque medicina, e di una corretta informazione. 

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Sono stati tanti gli spunti di interesse offerti dal convegno “Le Medicine non convenzionali”, che sabato 21 marzo ha riunito medici ed esperti in un partecipato confronto al Park Hotel di Piacenza.  Un convegno fortemente voluto da OMCeO Piacenza con la collaborazione scientifica della società Bio-Giuridica Piacentina, “difficile ma innovativo”, come è stato inquadrato dai moderatori Marcello Valdini, presidente della Società Bio Giuridica Piacentina, e Gaetano Rizzuto, direttore del quotidiano “Libertà”: obiettivo il riconoscimento della dignità e della affidabilità delle medicine non convenzionali (o integrative), da porsi non come contrapposizione o alternativa alla medicina tradizionale, ma come integrazione della cura utile al malato, e, in ogni caso, da praticarsi nel rispetto delle leggi e del codice deontologico e con il supporto del necessario percorso formativo. 

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ROMANI: “PRESTO UNA LEGGE SULL’OMEOPATIA” – Ad aprire il convegno è stata la relazione del Senatore Maurizio Romani, medico e Vicepresidente della Commissione Igiene e Sanità del Senato, che si è soffermato sul percorso normativo che potrà portare le medicine non convenzionali all’interno di una regolamentazione ufficiale.

“L’inserimento nel nostro sistema sanitario delle medicine alternative – ha affermato Romani – andrebbe ad agire in maniera significativa sulla sostenibilità, aspetto particolarmente attuale in considerazione dell’aumento della durata della vita ma allo stesso tempo nella diminuzione di quella sana”. 

Romani, sottolineando più volte la differenza tra il “prendersi cura” e la cura della malattia, ha ricordato la diffusione delle medicine alternative, “un fenomeno esteso e consolidato”, ripercorrendo gli atti normativi volti ad una sua regolamentazione: dalle risoluzioni del Parlamento Europeo negli anni ’90, fino alle più recenti linee guida della FNMOCeO. “In Italia – ha ricordato – il 18,5% della popolazione ricorre alle medicine non convenzionali; per questo è più che mai necessario comprenderne, anche a livello istituzionale, l’importanza e la necessità”.

Sono tante nel nostro paese le proposte di legge avanzate negli ultimi anni in materia, dall’osteopatia, all’omepatia, all’agopuntura: “L’opportunità di definire un quadro normativo – ha assicurato Romani dicendosi certo che entro la fine dell’attuale legislatura si arriverà ad approvare una legge sull’omeopatia – è da tempo all’attenzione delle istituzioni”. 

A PIACENZA UNA CAMERA PER LE MEDICINE NON CONVENZIONALI – Ad annunciare una importante novità per Piacenza è stato il presidente dell’Ordine provinciale Augusto Pagani: “Per favorire la conoscenza e la comprensione dei diversi presupposti teorici e delle diverse esperienze professionali e per una corretta e proficua interazione sulla cura del paziente, abbiamo pensato di aprire all’Ordine di Piacenza una camera medica delle medicine non convenzionali e di invitare tutti i medici e i non medici che le praticano a frequentare il corso triennale di etica medica che verrà inaugurato a maggio”.

Pagani nel suo intervento ha passato in rassegna i documenti che delimitano il perimetro deontologico delle medicine alternative: “Qualsiasi terapia non convenzionale – ha evidenziato – non deve sottrarre il cittadino a specifici trattamenti di comprovata efficacia e richiede l’acquisizione del consenso; i medici devono essere in grado di fornire informazioni sull’efficacia e sui limiti delle prestazioni fornite da  qualsiasi prassi medica e quindi anche di quelle non scientificamente o non ancora scientificamente fondate”.

“Nel caso di patologie gravi – ha aggiunto il presidente dell’Ordine provinciale citando il parere del Comitato Nazionale per la Bioetica – non appare in alcun caso lecito, né giuridicamente, né deontologicamente, né bioeticamente che il medico ritardi inutilmente il ricorso a più rigorose ed efficaci diagnosi e terapie di carattere scientifico. Gli Ordini dei medici hanno, anche sotto il profilo bioetico, il dovere di informare i cittadini non solo sulla pericolosità di ogni automedicazione e di ogni ricorso ad esercenti abusivi della medicina, ma anche sulla validità, sui limiti e sui rischi che porta inevitabilmente con sé qualsiasi pratica –“scientifica” o “alternativa”- che si prefigga finalità diagnostiche e terapeutiche. 

“Si tratta di un tema – ha concluso – meritevole di un ampio dibattito, da affrontare con serietà e chiarezza fornendo informazioni adeguate”. “Dobbiamo impegnarci per accelerare il progresso per rendere seria e credibile la sanità,in qualunque modo venga esercitata: la medicina deve essere praticata in modo etico, tenendo conto di bisogni e diritti dei pazienti, che devono essere rigorosamente informati sulla efficacia e sui limiti delle prestazioni fornite”.

Della centralità del paziente ha parlato anche Luca Imperatori, Direttore U.O.S. Assistenza Domiciliare Oncologica A.O. Ospedali Riuniti Marche Nord: “Vi è una sola medicina – ha sottolineato – anche se l’approccio, le modalità, gli approfondimenti sono diversi; le medicine non convenzionali forniscono uno stimolo ed un aiuto per avvicinarsi in modo completo al paziente, ed anche in oncologia sono utilizzate per migliorarne la qualità della vita; per questo è necessario che tutti i medici abbiano conoscenza della materia”  “Nelle mani sbagliate – ha ammonito Imperatori – possono però esporre il paziente a rischi; le medicine alternative non devono avere la pretesa di guarire ciò che la medicina tradizionale non riesce a guarire”.

I RELATORI – Camillo Luppini (Medico Chirurgo e Medico Agopuntore), Maurizio Botti (Medico Chirurgo e Medico Omeopata), Giuliana Rapacioli (Medico Chirurgo e Medico Fitoterapeuta) e Davide Lucchi (Osteopata e Docente Università Milano Bicocca) hanno quindi parlato delle modalità di utilizzo di agopuntura, omeopatia, fitoterapia e osteopatia portando le proprie esperienze professionali. Il focus si è poi spostato su diete ed intolleranze alimentari, con gli interventi di Luca Busetto, Ricercatore Dipartimento Medicina Università di Padova, (“Quando, come e perché la dieta”), Mara Negrati, Responsabile U.O.S. Nutrizione clinica O.C. Piacenza, (“Le diete non convenzionali fra mito e realtà”) ed Eleonora Savi, Direttore U.O.D. Allergologia O.C.Piacenza (“Diagnosi delle intolleranze alimentari: realtà o fantasia”).

L’appuntamento ha trovato ampio risalto sui media locali con articoli e servizi pubblicati su Libertà, Liberta.it e Telelibertà, insieme al portale Zerocinque23.com

A breve saranno pubblicate anche le relazioni del convegno con i video degli interventi 

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Presentazione del Convegno da parte dei moderatori

Dottori Marcello Valdini e Gaetano Rizzuto 

Il perimetro giuridico delle altre medicine 

Dott. Maurizio Romani

Il perimetro deontologico delle altre medicine

Dott. Augusto Pagani

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Il profilo culturale e sociale delle altre medicine

Dott. Luca Imperatori

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Quando come e perchè

L’Agopuntura 

Dott. Camillo Luppini

L’Omeopatia

Dott. Maurizio Botti

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La Fitoterapia

Dott.ssa Giuliana Rapacioli

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L’Osteopatia

Dott. Davide Lucchi

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Quando come e perchè la dieta

Dott. Luca Busetto

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Le diete non convenzionali fra mito e realtà

Dott.ssa Mara Negrati

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Diagnosi delle intolleranze alimentari realtà o fantasia?

Dott.ssa Eleonora Savi

Scarica la relazione

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