23 aprile 2018
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Broncopneumopatia cronica ostruttiva: linee guida e pratica clinica

Focus sulla broncopneumopatia cronica ostruttiva nel terzo appuntamento, dopo quelli su diabete mellito e scompenso cardiaco, del ciclo di incontri promosso dall’OMCeO Piacenza e dedicato all’approfondimento delle Linee Guida relative ad alcune fra le più comuni patologie, integrando le competenze del medico di Medicina Generale con quelle del medico specialista.

Giovedì 12 aprile all’Hotel Ovest di Piacenza la Dott.ssa Giulia Mazzoni e la Dott.ssa Sara Chiesa, introdotte dal segretario dell’OMCeO Piacenza Nicola Arcelli, hanno approfondito i vari aspetti legati alla diagnosi e alla gestione di una patologia che solo in Italia colpisce 2,6 milioni di persone. “Una malattia – hanno sottolineato le due relatrici – che rappresenta una sfida importante: già oggi è la quarta causa di morte a livello globale ed è destinata a diventare la terza dal 2020”.

La broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) – come recitano le linee guida GOLD del 2017 – “è una malattia comune, prevenibile e trattabile, caratterizzata da persistenti sintomi respiratori e limitazione al flusso aereo, dovuta ad anomalie delle vie aeree e alveolari solitamente causate da una significativa esposizione a particelle nocive o gas”: sua principale causa è il fumo di sigaretta, attivo e passivo; altri fattori di rischio sono le esposizioni ambientali (ad esempio l’esposizione professionale ad agenti irritanti o tossici), l’inquinamento in ambienti domestici, senza dimenticare i fattori genetici, l’invecchiamento, la crescita e lo sviluppo polmonare durante la gestazione e l’infanzia, fino al basso status socio economico.

La diagnosi della BPCO si basa sull’anamnesi, per valutare l’esposizione ai fattori di rischio, sulla presenza dei tre principali sintomi (tosse cronica, produzione di catarro, dispnea e mancanza di fiato sotto sforzi anche modesti), per arrivare al necessario esame della spirometria, che permette di misurare la Capacità Vitale Forzata (FVC) e il Volume Espiratorio Forzato nel primo secondo (FEV1) e determinare il livello di gravità della patologia. La presenza di ostruzione delle vie aeree viene definita dalla presenza di un rapporto FEV1/FVC < 0.7.

La valutazione del livello di gravità della BPCO si basa sull’entità dei sintomi, sull’entità dell’ostruzione bronchiale, sulle riacutizzazioni e sulle comorbidità. Se la scala del Medical Research Council fornisce una valutazione solo in riferimento all’intensità della dispnea correlata allo svolgimento di alcune attività, questionari come il cosiddetto CAT (COPD Assessment Test), elaborato attraverso una serie di domande al paziente, consentono una valutazione più completa dei sintomi della patologia.

Le linee guida GOLD 2017 propongono una valutazione combinata della BPCO: accanto ad una classificazione della gravità della limitazione del flusso aereo legata alla spirometria (da lieve a molto grave), il paziente viene valutato sia in termini di gravità dei sintomi che in base al rischio di riacutizzazione, permettendo così una migliore personalizzazione delle terapie.

Interventi sui fattori di rischio, prevenzione e terapia: questi gli step per il trattamento della broncopneumopatia cronica ostruttiva: “La cessazione del fumo è il punto chiave, sia a livello di prevenzione che per arrestare o ritardare l’aggravamento della patologia – ha ricordato la dottoressa Mazzoni -; a questo si affiancano i benefici portati dall’attività fisica”.

Sul fronte della prevenzione le linee guida raccomandano inoltre il vaccino antinfluenzale e quello antipneumococcico; per quanto riguarda invece la terapia farmacologica, il cui obiettivo è quello di alleviare i sintomi e migliorare la qualità della vita, è previsto in prima battuta l’utilizzo di broncodilatatori (in particolare quelli a lunga durata) che hanno un ruolo centrale per rendere più facile la respirazione. Il medico può prescrivere anche steroidi inalatori (la monoterapia inalatoria con corticosteroidi è invece sconsigliata), mentre in pazienti con severa ipossiemia a riposo è indicata l’ossigenoterapia a lungo termine. 

In un passaggio del suo intervento la dottoressa Mazzoni ha voluto evidenziare l’importanza della comunicazione tra medico e paziente: “Compito del medico di Medicina Generale è quello di intercettare i pazienti il prima possibile per impostare una terapia adeguata: in 9 casi su 10 però il paziente con broncopneumopatia cronica ostruttiva non comunica al medico la sua reale condizione”. “Si tratta di una malattia che si può prevenire e trattare, ma non guarire – ha aggiunto la dottoressa Chiesa – per questo la nostra partita deve giocarsi sul campo della sensibilizzazione e della diagnosi precoce, consapevoli che l’impatto della patologia è destinato ad aumentare nei prossimi anni”.

La BPCO può diventare estremamente invalidante, ma spesso i sintomi di dispnea vengono riportati dal paziente quando la malattia è già ad un livello avanzato. Centrale il ruolo della diagnosi: “Fino al 28 per cento dei pazienti che arriva in pronto soccorso per riacutizzazione di sintomi respiratori non ha mai avuto una diagnosi di BPCO – il dato fornito dalla relatrice – , fra di loro l’82 per cento è già in uno stadio moderato o grave, mentre il 12 per cento presenta insufficienza respiratoria”.

Anche la gestione delle comorbità rappresenta una fase importante del trattamento dal momento che la BPCO coesiste spesso con altre patologie che ne aggravano la prognosi, dalle malattie cardiovascolari all’osteoporosi: “Solo l’11 per cento dei pazienti con broncopneumopatia cronica ostruttiva – è stato spiegato – non assume farmaci per altre malattie”. Uno dei principali obiettivi del trattamento della BPCO è poi quello di ridurre le riacutizzazioni, eventi acuti che peggiorano la prognosi aumentando la mortalità e accelerando il declino della funzionalità polmonare: nel 70% dei casi si presentano per motivi infettivi. A seconda della gravità della riacutizzazione sono diversi i livelli di trattamento, da quello domiciliare, a quello ospedalizzato, a quello che richiede il ricovero in terapia intensiva.

Il ciclo di incontri voluto dall’OMCeO Piacenza per focalizzare l’attenzione sulle linee guida, le quali oltre a costituire un tema rilevante nel piano dello studio per l’accesso alla formazione post laurea hanno visto il proprio peso giuridico aumentato con l’introduzione della nuova legge sulla responsabilità professionale, si chiuderà il 17 maggio con l’appuntamento dedicato ai disturbi cognitivi.

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